VOCE
inflazione
15.11.2023 - 22:00
L’inflazione continua a battere cassa nelle tasche degli italiani e dei polesani. E Rovigo si scopre 35esima città più casa d’Italia. Il caro vita continua a picchiare duro ed anche se l’inflazione è in discesa rispetto ad un anno fa, quando aveva toccato vette che non raggiungeva da decenni, i prezzi restano alti.
Rovigo L’onda lunga dei rincari quindi impoverisce il portafoglio dei cittadini. Inflazione relativamente non alle stelle in quanto il prezzo dell’energia è più basso rispetto a un anno fa, e questo trascina in giù la percentuale dei rincari. Ma il costo dei beni di consumo, e del carrello della spesa, resta comunque da capogiro. E infatti per effetto dell’inflazione ogni famiglia polesana si ritrova a spendere 419 euro in più all’anno.
Dall’analisi dell’ufficio statistica del Comune di Rovigo emerge che nel mese d’ottobre l’inflazione ha picchiato soprattutto in alcuni settori: nei prodotti alimentari ha registrato un più 7%; più 5,8% nei servizi ricettivi, più 4,8% nei trasporti; più 3,9% in cultura e spettacoli; più 5% in altri servizi. In netto calo meno 17,9% il costo delle bollette di elettricità, riscaldamento, acqua.
Le regioni In testa alla classifica delle regioni più "costose" con un'inflazione annua a +2,3%, la Valle d'Aosta che registra a famiglia un aggravio medio pari a 569 euro su base annua. Segue l'Umbria, dove la crescita dei prezzi del 2,4% implica un'impennata del costo della vita pari a 542 euro, terza la Lombardia, +2% e 520 euro. Il Veneto è sesto con inflazione al 2% e aumenti a famiglia di 458 euro. Rovigo è 35esima in Italia con inflazione all’1,8%.
In Italia L’Unione nazionale consumatori sulla base dei dati Istat ha reso noti i dati territoriali dell'inflazione di ottobre, in base ai quali ha stilato la classifica completa di tutte le città e delle regioni più care d'Italia, in termini di aumento del costo della vita. Al di là del calo dell'inflazione annua rispetto a quella tendenziale registrata a settembre 2023, dovuta ad un effetto ottico matematico, ossia al fatto che nell'ottobre del 2022 in Italia e nella gran parte delle nostre città si era raggiunto il record dell'inflazione annua, +11,8% quella italiana, un primato che non si aveva dal marzo del 1984, e, quindi, il confronto ora rispetto a quel mese risulta falsato, resta comunque una stangata per gli italiani. Non dobbiamo dimenticarci, infatti, che l'inflazione, anche se ora è più bassa, si aggiunge ai rincari registrati in questi ultimi due anni e a prezzi assoluti che sono già da record, a livello astronomico.
“Insomma, anche un minimo rialzo ora fa molto più male rispetto a prima”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori. In testa alla graduatoria, Milano dove l'inflazione tendenziale pari a +2,5%, pur essendo solo la sesta più alta d'Italia, si traduce nella maggior spesa aggiuntiva su base annua, equivalente a 679 euro per una famiglia media, 970 per una di 4 persone. Medaglia d'argento per Alessandria che ha la seconda inflazione più alta d'Italia, +2,9% su ottobre 2022 e un incremento di spesa pari a 644 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio Bolzano che con +2,4%, settima città per inflazione, ha una spesa supplementare pari a 638 euro annui per una famiglia tipo.
Appena fuori dal podio Pisa (+2,8%, al 3 posto per inflazione, pari a 631 euro), poi Venezia (+2,6%, 625 euro), al sesto posto Siena (+2,7%, +609 euro), poi Varese (+2,3%, 606 euro), Benevento, che con +3,1% registra l'inflazione più alta d'Italia (pari a 603 euro) e Perugia (+2,5%, 574 euro). Chiude la top ten Aosta (+2,3%, +569 euro).
Sull'altro fronte della classifica, la città più virtuosa d'Italia in termini di spesa aggiuntiva più bassa non è più Potenza, che perde il suo storico primato, ma Trapani, con l'inflazione più bassa d'Italia, +0,2% e dove in media si spendono solo 38 euro in più all'anno. Al 2 posto Pescara, (+0,3%, +61 euro). Medaglia di bronzo Reggio Emilia (+0,3%, +72 euro).
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