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LA TRAGEDIA DI GIULIA

Perizia psichiatrica su Filippo: si va verso lo scontro

La famiglia di Giulia: "Pronti a reagire, non staremo a guardare"

Filippo arriverà in Italia oggi

Il ritorno in Italia di Filippo Turetta, accusato dell'omicidio della ex fidanzata Giulia Cecchettin, ha aperto nuovi scenari, soprattutto dal punto di vista legale. L'avvocato della famiglia Cecchettin, Stefano Tigani, ha dichiarato che, in caso di perizia psichiatrica, la difesa della famiglia non resterà passiva. L'autopsia, prevista per l'1 dicembre, sarà fondamentale per delineare gli sviluppi successivi.

La famiglia della vittima, attraverso il suo legale, ha chiarito che perseguirà la giustizia senza accettare derubricazioni che potrebbero scaturire da una presunta diagnosi di "vizi di mente". Tigani ha affermato che la famiglia si batterà per una condanna adeguata, con le giuste aggravanti, tra cui l'aggravante del "motivo abbietto".

Il legale ha dichiarato che, in caso di perizia psichiatrica, la famiglia si avvarrà dei propri consulenti, assicurando che il processo sarà condotto in modo trasparente e con contraddittorio. La strategia difensiva sarà definita dopo l'incontro di Turetta con il suo avvocato, un momento cruciale in vista dell'interrogatorio previsto davanti al gip di Venezia, Benedetta Vitolo.

Tra i dettagli emersi dall'inchiesta sull'omicidio, vi è il ritrovamento vicino al corpo di un libro per l'infanzia. I carabinieri hanno sequestrato circa una ventina di reperti, tra cui il libro, nelle vicinanze del luogo in cui il cadavere di Giulia è stato abbandonato, nei pressi del lago di Barcis, in provincia di Pordenone.

Turetta, attualmente detenuto nel carcere di Verona, ha espresso il desiderio di incontrare i suoi genitori non appena possibile, ma ciò sarà possibile solo dopo l'interrogatorio con il giudice. La sua decisione di collaborare o rimanere in silenzio potrebbe influire significativamente sulla sua posizione nel processo.

Il giovane ha trascorso le prime ore di detenzione nel carcere Montorio, sorvegliato a vista dagli agenti della polizia penitenziaria a causa del rischio suicidio. Nonostante l'apparente tranquillità, Turetta ha chiesto libri da leggere e ha incontrato un cappellano del carcere.

Nei prossimi giorni, sarà trasferito nella sezione "protetti" del carcere, riservata a detenuti per reati a "forte riprovazione sociale". La scelta di rispondere alle domande del giudice potrebbe influenzare positivamente la posizione di Turetta nel processo.

La prossima mossa della difesa potrebbe coinvolgere una perizia psichiatrica per valutare eventuali vizi di mente. Nel frattempo, il procuratore di Venezia Bruno Cherchi e il pm Andrea Petroni potrebbero contestare l'aggravante della premeditazione, basandosi su indizi come i coltelli portati con sé e il posizionamento dei sacchi di plastica neri sul luogo del delitto.

L'autopsia sarà cruciale anche per valutare l'eventuale aggravante della crudeltà, nel caso emergesse che Turetta avesse inflitto ulteriori sofferenze a Giulia prima di ucciderla. Nel mentre, il telefono di Giulia resta ancora irreperibile, aggiungendo un ulteriore elemento di mistero a questo tragico evento che ha scosso l'Italia.

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Commenti all'articolo

  • frank1

    27 Novembre 2023 - 15:36

    Non si va verso lo scontro..ma si va verso lo SCONTO di pena!! gli avvocati sanno fare bene il loro lavoro..

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