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VENETO

Bimbo di 4 anni fratturato costretto a passare la notte in poltrona

Al pronto soccorso dell'ospedale di Padova, nell'attesa che arrivasse il medico

Nella notte di lunedì, un episodio al pronto soccorso pediatrico dell'ospedale di Padova ha sollevato critiche e preoccupazioni riguardo alle lunghe attese e ai protocolli apparentemente rigidi. Un bambino di quattro anni, con la clavicola rotta e dolori, è arrivato accompagnato dall'ambulanza con sua madre a bordo, ma l'ortopedico non era disponibile. Lo riporta il quotidiano "Il Mattino di Padova".

L'angosciante attesa - a quanto riferito dalla madre - è iniziata all'una di notte, resa ancora più difficile dal divieto di sdraiarsi, in quanto "la brandina è del reparto e non può essere prestata". La madre del bambino ha raccontato la sua esperienza, descrivendo come il piccolo abbia atteso per ore sulle poltrone del reparto, nonostante la presenza di diverse lettighe libere a pochi passi da lui.

L'Azienda Ospedale Università ha risposto sottolineando che il bambino è stato preso in carico con professionalità, citando i dati sugli ingressi massicci di quella sera: 31 bambini, di cui 9 in codice rosso e in pericolo di vita. Hanno evidenziato l'impegno straordinario richiesto da tali numeri.

La madre, tuttavia, ha espresso sconcerto per la situazione, definendola "surreale per la presenza di protocolli così rigidi da andare contro buon senso e attenzione verso la persona che sta male". Ha inoltre lamentato il dover uscire da sola a piedi, con il bambino in braccio, per recarsi a fare i raggi al monoblocco alle quattro del mattino, a causa della mancanza di ambulanze.

Il personale ha comunicato alla madre, verso le 6.30, che l'ortopedico sarebbe arrivato alle 8.30, momento in cui la donna non ha potuto trattenere le lacrime. Solo in quel momento - prosegue il suo racconto - le è stata assegnata una stanza con una sedia per lei e un letto per il bambino. La madre ha precisato di non voler criticare i medici, ma di rivolgere le sue perplessità verso la rigidità dei protocolli.

La direzione dell’Azienda ha fornito una ricostruzione degli eventi, sottolineando che, dato che il bambino era in codice verde e non presentava dolore acuto, è stato consigliato ai genitori di recarsi nel vicino pronto soccorso centrale per accelerare la diagnosi, evitando l'attesa delle ambulanze occupate per casi più gravi.

Hanno spiegato che la notte è stata molto complessa, con disagi per i bambini in codice verde, ma hanno enfatizzato che molte vite sono state salvate grazie alla professionalità dei sanitari in servizio. La situazione evidenzia la necessità di riflettere sull'equilibrio tra l'applicazione di protocolli e la flessibilità richiesta nelle emergenze, mantenendo sempre al centro l'attenzione e il benessere del paziente.

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