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Imperativo: “Salvare il suolo”

Un vero e proprio appello

Imperativo: “Salvare il suolo”

Il suolo sta soffrendo in modo costante dal secondo dopoguerra: occorre intervenire con urgenza coinvolgendo produttori, industrie e consumatori. Forte e pressante l’appello lanciato lunedì scorso alla vigilia della Giornata mondiale del suolo - nella sede di Confagricoltura dall’incontro “La salute del suolo, sfide e soluzioni per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici”, proposto da Lions club Rovigo Host.

Al dibattito, condotto da Silvia Franco, giornalista esperta di temi legati alla sostenibilità, sono intervenuti Lorenzo Furlan, dirigente di Veneto Agricoltura; Dina Merlo, assessora all’ambiente del Comune di Rovigo; Leonardo Gagliardo, titolare dell’azienda agricola biologica Le Barbarighe.

“Anche questa serata - le parole di Ruggero Zambon, presidente Lions - gravita attorno ai temi dell’Agenda Onu 2030, come tutto il nostro programma annuale. Il rapporto Axa sui rischi del futuro mette in luce una preoccupazione comune a cittadini ed esperti: i cambiamenti climatici stanno velocemente mostrando effetti disastrosi e sempre più generalizzati. È necessario essere consapevoli delle minacce cui stiamo andando incontro”.

Maurizio Martina, vicedirettore della Fao, è intervenuto a video per sottolineare il valore dell’incontro, “perché l’Italia ha una ricchezza unica al mondo ma la perdita di terreno a causa dell’erosione corrisponde a un campo di calcio ogni 5 minuti”.

“Il suolo - le parole di Silvia Franco - è fondamentale per clima e ambiente, ha funzioni ecosistemiche, se è sano incamera più anidride carbonica delle piante e dell’atmosfera. Il terreno italiano, purtroppo, per il 47% è malato di erosione, salinizzazione, desertificazione, non fertilità.”

Lorenzo Furlan ha sottolineato come “la parola chiave in agricoltura sia la sostenibilità, per poter coniugare produttività e rendimento senza effetti negativi sull’uomo e sull’ambiente. Il motore di tutto è la sostanza organica, che migliora il terreno e rende l’ecosistema più efficace e resistente. Negli ultimi decenni non ci sono state scelte adeguate e c’è stato un gravissimo impoverimento di carbonio organico dai terreni. Il dato allarmante riguarda tutto il Veneto, in cui non si raggiunge l’1%. Bisogna invertire la rotta, prevedere una programmazione con protocolli solidi.”

Per Dina Merlo “la politica polesana ha un ruolo cruciale. Nella ricerca di strategie utili, è stato siglato un accordo tra 13 Comuni, con Rovigo capofila, per ottenere 11 milioni di finanziamenti da investire in misure di sostenibilità per il territorio. Fondamentale la tutela degli ecosistemi, che sta avvenendo ad esempio con una maggiore attenzione alle aree verdi pubbliche, l’acquisizione di Parco Langer o realizzando la continuità paesaggistica tra aree verdi urbane e paesaggio coltivato”.

Leonardo Gagliardo, che ha iniziato a praticare agricoltura biologica nel 1999, ha aggiunto che solo il ripopolamento del territorio con vegetali e animali può ripristinare un ecosistema adatto alla coltivazione sostenibile. La dottoressa Stefania Ruggeri, nutrizionista e ricercatrice del Crea ha sottolineato che un’alimentazione sana non può prescindere da una dieta varia. Numerosi gli interventi da parte del numeroso pubblico.

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