VOCE
LA TRAGEDIA DI GIULIA
05.12.2023 - 20:30
“Ora ti vedo in mezzo alle stelle, che fai a metà gelato con la mamma. Continuerai a essere il mio angelo custode perché in fin dei conti lo sei sempre stata”. Elena Cecchettin, sorella di Giulia, ha salutato così la 22enne nel funerale “privato” a Saonara.
Una seconda cerimonia più intima, andata in scena dopo la funzione “pubblica” a Padova, nella città in cui la studentessa di Ingegneria biomedica ha frequentato da piccola la scuola e dove la famiglia Cecchettin, che vive a soli tre chilometri da qui, è molto conosciuta. Nella chiesa di San Martino sono entrati solo i parenti e gli amici più stretti, ma fuori è stato allestito un maxi schermo per permettere ai concittadini - già numerosi prima dell’inizio delle celebrazioni - di assistere alla funzione religiosa. Una partecipazione sollecitata anche dall’amministrazione comunale che ha anticipato la fine delle lezioni per consentire ai ragazzi di partecipare al funerale.
“Era buona, era la persona migliore che abbia mai conosciuto” ha detto ancora la sorella Elena, trattenendo a fatica le lacrime nel suo discorso di ricordo. “Me la porterò per sempre dentro” ha detto, prima di iniziare a elencare le passioni e le “stranezze” della 22enne, uccisa dall’ex fidanzato. Amava “collezionare scatole di latta, non buttava via niente”, oppure fare “lunghe passeggiate ascoltando musica” e in tutto questo “dimenticava sempre le chiavi”.
Giulia “era la mia sorellina e anche la mia sorella maggiore, era onesta e dava ottimi consigli. Aveva tanti peluche con nomi stranissimi, a Giulia piacevano tanto le macchine vecchie”. Ora Giulia “è in mezzo alle stelle, fai a metà il gelato con la mamma, continuerai a essere il mio angelo custode perché in fin dei conti lo sei sempre stata”.
La bara di Giulia, coperta da rose bianche e con accanto la sua foto sorridente, è stata sistemata ai piedi dell’altare, in prima fila c’erano papà Gino e i due figli.
La chiesa era gremita di ragazzi, seduti anche sui gradini dell’altare. Il celebrante, don Francesco Monetti, ha ringraziato i presenti e anche chi ha affollato il sagrato, dopo la “partecipazione straordinaria di Padova. Giulia ha parlato col suo silenzio, ha smosso, ha scosso” ha dichiarato.
Alla fine della funzione, la bara di Giulia ha lasciato la chiesa di San Martino a Saonara tra applausi e palloncini bianchi con la scritta azzurra “Ciao Giulia” che sono stati fatti volare via quando la bara ha lasciato il sagrato della chiesa. In processione i familiari e gli amici hanno accompagnando il feretro verso il cimitero, dove è sepolta anche la madre Monica.
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