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BADIA POLESINE

Centro profughi a Zelo, il Comune dice no

L'ultimo consiglio comunale ha visto la presentazione della mozione dell’assessore Valeria Targa

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Badia Polesine non sostiene l’ipotesi dell’istituzione di un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) all’ex base militare di Zelo. L'ultimo consiglio comunale ha visto la presentazione della mozione, relazionata dall’assessore al Sociale Valeria Targa, che ha voluto “condividere la posizione assunta dai sindaci firmatari dell’atto redatto su proposta del Comune di Ceneselli”.

Tra le motivazioni che hanno indotto questa scelta, l'esponente della giunta ha citato gli "ingenti interventi economici per la ristrutturazione e i tempi di realizzo lunghi che mal si concilierebbero con la necessità contingente di affrontare l’emergenza migratoria e, nello specifico, la gestione dei rimpatri". "La posizione geografica dell’ex base militare risulta inidonea per l’attuazione delle finalità proprie del Cpr - ha continuato Targa -. La realizzazione comporterebbe non solo problemi logistici, ma anche di ordine pubblico ed economici di difficile gestione. Da ultimo, non si può non tenere conto dell’incidenza negativa che questa scelta provocherebbe sull’opinione pubblica, trattandosi di una zona che soffre l’assenza di infrastrutture e la carenza di presenta di Forze dell’ordine; dove la cittadinanza chiede e attende investimenti finalizzati a migliorare i servizi della propria comunità e non l’aggiunta di nuovi problemi”.

“Il Comune di Badia – ha poi sottolineato l'assessore - si è sempre assunto le proprie responsabilità nella gestione del fenomeno migratorio ed è favorevole all’accoglienza diffusa, strumento che favorisce il processo di inclusione sociale di piccoli gruppi di richiedenti asilo all’interno di ogni singola comunità. E grazie alla sinergia tra sindaco, vescovo e prefettura, dal mese di aprile è stato attivato un centro di accoglienza all’ex Istituto fanciulli Sinti che si è ben integrato nella nostra comunità”.

A chiusura dell’esposizione, anche il capogruppo di maggioranza Marco Turatti è intervenuto per sostenere l’ordine del giorno, passato all'unanimità. “L’importanza di rigettare questa ipotesi - ha aggiunto il capogruppo di Badia domani Manuel Berengan - ci offre la possibilità di valorizzare l’esperienza dell’accoglienza diffusa, con l’importante realtà presente nell’ex Istituti fanciulli Sinti, su cui ci confrontiamo tra maggioranza e opposizione per la promozione migliore nella nostra comunità. Approviamo quindi questo atto di dissenso, non in difesa di determinati valori politici, ma per tutelare l’individuo e il modello dell’accoglienza diffusa”.

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