VOCE
VENETO
06.12.2023 - 09:48
Un verdetto atteso con ansia è stato pronunciato nel processo contro un giovane di 20 anni di origine tunisina, irregolare sul territorio italiano, accusato di sette episodi di violenza sessuale, tra cui uno brutale stupro di gruppo. La sentenza, emessa dal giudice Elena Lazzarin, lo ha condannato a nove anni e due mesi di carcere, considerando il giudizio abbreviato che impone uno sconto di un terzo della pena. Il giovane, detenuto nel carcere di Belluno, è apparso in aula con l'abbigliamento casual, scortato dalla polizia penitenziaria.
Il processo, guidato dal pubblico ministero padovano Sergio Dini, ha visto il giovane imputato ritenuto penalmente responsabile di gravi crimini contro sette vittime, con una condanna più severa di quanto richiesto dal pubblico ministero. Mentre Dini aveva sollecitato otto anni di carcere, la sentenza ha stabilito un periodo di detenzione più lungo, riconoscendo la gravità dei reati commessi.
Il profilo del giovane imputato è stato descritto come moderno e casual, ma dietro questa apparenza si celano atti di violenza inaudita perpetrati contro giovani donne. Le aggressioni hanno gettato le vittime nell'incubo della violenza sessuale, causando loro profonde ferite fisiche e psicologiche. La difesa, affidata all'avvocato veneziano Alberto Zannier, ha annunciato un ricorso in appello, sottolineando che la sanzione appare sproporzionata e che le motivazioni complete saranno disponibili entro 90 giorni.
L'ultimo episodio, datato 9 marzo, ha coinvolto una ventenne bergamasca che, mentre attendeva il tram davanti alla stazione ferroviaria di Padova, è stata avvicinata dal ventenne con la scusa di chiederle il profilo Instagram, subendo poi un bacio improvviso in bocca. Questo caso si è unito a una serie di aggressioni interrotte solo con l'arresto del ragazzo alla fine dello scorso giugno.
Il primo attacco risale al 30 aprile 2023, quando una ragazza è stata gettata a terra, denudata e violentata. Le seguenti settimane hanno visto una serie di episodi scioccanti: palpeggiamenti in luoghi affollati, aggressioni sessuali a persone vulnerabili e situazioni di stalking che hanno terrorizzato la comunità locale.
Le vittime coraggiose hanno testimoniato contro il loro aggressore, portando alla luce una serie di crimini orribili che hanno scosso la tranquillità della città. L
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