VOCE
IL CASO AMAZON
09.12.2023 - 08:46
Vittorio Ceccato, vicepresidente Confesercenti Venezia e Rovigo
Il presidente Anama, Ceccato: “Serviva lungimiranza. Ora sgravi Imu a chi affitta ai lavoratori”
Più che poli della logistica “cattedrali nel deserto. Non si possono fare poli così grandi in centri di piccolissima entità. Altrimenti è ovvio che poi non si trovano alloggi per tutte le maestranze”. A dirlo è Vittorio Ceccato, presidente della Anama Confesercenti, che per il futuro lancia un appello alle istituzioni: “Cerchiamo di collocare questi grandi centri di sviluppo in contesti che siano più favorevoli o creare le adeguati condizioni di accoglienza dei lavoratori e di tutto ciò che ci gira attorno”.
Un aspetto che, secondo Ceccato, è stato trascurato nel recente passato, con tutte le conseguenze del caso. A partire dalla attuale penuria di appartamenti disponibili non soltanto nei dintorni dei grandi magazzini logistici, e quindi tra San Bellino e Castelguglielmo, ma “più su fino a Lendinara, Badia e anche a Rovigo città”.
Per Ceccato, “la scarsa organizzazione dovuta a centri urbani di piccola o piccolissima entità è un forte limite. A causa di una disponibilità veramente bassa di abitazioni, è stato condizionato anche il mercato immobiliare di centri più lontani, tipo Badia, Lendinara, ma soprattutto del capoluogo, dove oggi si fa molta fatica a trovare case, soprattutto in affitto”. Questo perché le maestranze, di Amazon ma non solo, “si sono spostate verso i centri maggiori, dove possono trovare anche più servizi oltre che più spazio”. “Per questo - aggiunge Ceccato - parlo in qualche misura di una miopia delle istituzioni quando hanno favorito la dislocazione di questi grandi insediamenti in aree periferiche. In quella sede, invece, bisognava porsi il problema degli spazi, e iniziare da subito una politica tesa a favorire il più possibile l’accoglienza dei lavoratori”.
Le contromisure, comunque, esistono. “Penso alla recente decisione del consiglio comunale di Rovigo di abbassare, se non azzerare, l’Imu per gli immobili destinati agli studenti - dice ancora Ceccato - mi sembra un segnale di buon auspicio per favorire la messa a disposizione degli immobili da parte dei privati. Una misura che si potrebbe estendere anche ai lavoratori in trasferta. Chiaramente, si tratta di idee e iniziative che vanno gestite bene”.
Quindi, Ceccato allarga il discorso e con esso l’orizzonte temporale. “Nei prossimi due o tre anni - dice - dovremo cercare di ricostruire un ciclo fisiologico degli immobili presenti sul mercato, e che normalmente vengono posti in vendita. Amministrazioni e privati devono agire in sinergia per favorire il più possibile il recupero di immobili dismessi o in cattive condizioni, magari con meccanismi regolativi per poterli poi destinare alla locazione, sia per gli studenti che per i lavoratori, risolvendo la situazione critica che ormai sta diventando strutturale e che si trascina da prima del Covid”.
Ceccato punta i riflettori sulla questione di Rovigo centro. “Dentro il perimetro delle circonvallazioni, al momento esiste un solo cantiere di un certo livello. E’ ciò che ci lascia il Superbonus 110, che ha causato un enorme aumento dei prezzi dei materiali, che ha convinto i costruttori a non procedere con nuove iniziative. Inoltre - prosegue il presidente Anama - il 110 ha tolto tanti immobili dal mercato, mentre molti privati hanno preferito utilizzare il bonus per ristrutturare casa propria anziché cercarne una nuova sul mercato. Insomma, c’è stata un’interruzione di quello che era il flusso fisiologico di immobili che viene ciclicamente immesso nel mercato, e questo è stato un importante fattore di impatto. Il cliente medio, comunque, oggi cerca qualcosa di difficile da trovare: l’immobile pronto all’uso, come nuovo o in condizioni buone senza necessità di lavori edili. Richieste che restringono inevitabilmente la platea e che rendono difficili le compravendite”.
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