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Iras Rovigo

E adesso sarà battaglia legale

Il tribunale amministrativo ha rinviato la decisione ad un’altra seduta. Al centro il nodo Casa Serena

E adesso sarà battaglia legale

Il tribunale amministrativo ha rinviato la decisione ad un’altra seduta. Al centro il nodo Casa Serena

Via al processo amministrativo sul contenzioso tra Comune di Rovigo e Iras. Ieri la guerra legale fra la giunta Gaffeo e il commissario regionale Tiziana Stella è entrata nel vico con la prima udienza al Tar del Veneto che dovrà decidere sul ricorso (anzi sui ricorsi) inoltrati dal Comune con l’impugnazione di alcune delibere dell’Iras e della Regione Veneto. L’udienza si è aperta davanti alla terza sezione del tribunale amministrativo, che però ha rinunciato a un’altra udienza per il verdetto. Anche perché i giudici dovranno, prima di ogni sentenza, studiare le 180 pagine dell’incartamento.

Insomma il via del confronto in tribunale è partito e poi aggiornato. E riprenderà nella seconda udienza. Ad inizio della seduta di ieri è stato espresso anche il rammarico, da parte dei giudici, per non essere stato raggiunto un accordo che avrebbe potuto evitare il procedimento davanti al Tar.

Lo scontro fra Comune e i vertici di Iras, la casa di riposo di San Bortolo, dura da diversi mesi. Ed ha per terreno di battaglia soprattutto la condizione di Casa Serena, il grande immobile della Commenda, abbandonato dalla scorsa estate ed ora vuoto urbano. Ma sulla cui titolarità verte parte del ricorso.

La sfida infatti era scattata con l’impugnazione da parte del Comune delle delibere del commissario Iras e della Regione Veneto del dicembre di un anno fa. L’ultimo ricorso, invece, aggiuntivo rispetto agli altri, risale allo scorso ottobre. In quest’ultimo caso il Comune chiedeva l’annullamento del decreto del commissario Iras del 19 luglio 2023, e del decreto del commissario straordinario del 7 agosto 2023. Inoltre di annullare la “Intimazione a ricevere in consegna un immobile del 20 luglio 2023”. Si tratta della notifica con cui Iras intendeva riconsegnare al Comune l’immobile di Casa Serena. Richiesta respinta al mittente dal Comune che ha sostenuto che essendo la convenzione tra Comune e Iras ancora in pieni la stessa non può essere rescissa in via unilaterale.

Negli altri ricorsi precedenti il Comune aveva impugnato delibere di Iras e della Regione relative al rapporto fra Comune e Iras per la gestione di Casa Serena. In ballo c’è non solo la condizione di Casa Serena e quindi a chi compete l’attuale gestione, dopo l’abbandono dei servizi di casa di riposo, ma anche l’insieme stesso dei rapporti che legano, o legavano, Comune e la Ipab rodigina. Per non dire dei 3,2 milioni di euro che il Comune aveva accantonato proprio per Iras e che si era pensato potessero essere erogati all’istituto di San Bortolo anche in assenza di uno scioglimento consensuale della convenzione che dal 2004 lega i due enti.

Alla base di tutto, poi, ci sta la rottura di ogni tipo di rapporto fra Comune e Regione Veneto, culminato nella bocciatura dell’accordo di programma proposto dalla regione stesso per salvare Iras dai debiti, e cioè il recupero di una parte di Casa serena destinata a servizi socioassistenziali, con una parte dell’immobile ceduto ad Ater per la realizzazione di alloggi popolari e uno studentato. Accordo poi bocciato dal consiglio comunale e prima ancora dai dirigenti del Comune di Rovigo che l’avevano ritenuto pregiudizievole per il Comune. Da quel momento, naufragata ogni trattativa e ipotesi di intesa, l’Iras ha iniziato un percorso che porterà alla esternalizzazione, e privatizzazione dei servizi nella casa d riposo di San Bortolo, il cui debito rimane mostruoso. E fra i nodi da risolvere, resta anche, ed è gigantesco, quello del futuro di Casa serena, grande edificio ora vuoto e destinato ad un degrado che non sarà facile evitare.

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