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L’occupazione cresce tirando il freno

Il report di Veneto lavoro evidenzia per il Polesine 2.846 assunzioni in più.

L’occupazione cresce tirando il freno

2.846 posizioni di lavorative in più. E’ il bilancio, quando il 2023 non è ancora terminato, dell’andamento del mercato occupazionale in Polesine. Numeri positivi che si riscontrano in quasi tutto il Veneto.

Il bilancio del 2023 è positivo - fa notare il report di Veneto lavoro - in tutte le province del Veneto con l’eccezione di Belluno (-1.800 posti di lavoro). Saldo positivo e in rafforzamento a Verona (+14.200 contro +12.500 del 2022), mentre si mantiene sui livelli dello scorso anno a Venezia (+10.100), Padova (+9.500), Vicenza (+6.500), Treviso (+6.900) e Rovigo (+2.800).

Restando al Polesine i 2836 posizioni di lavoro in più sono frutto di 28.527 assunzioni, ma il saldo dei primi 11 mesi del 2023 pur essendo positivo, lo è meno del 2022 quando i posti in più furono 2.944 e 3002 nel 2021. Valori positivi, quindi, ma in calo rispetto ai due anni precedenti. Per il mese di novembre, invece, il saldo è negativo per 91 posti di lavoro. Nel 2022 il saldo fu di meno 561 e nel 2021 di meno 360.

Per quanto riguarda i settori, in Veneto, l’agricoltura si conferma particolarmente in salute, grazie all’aumento di 7.800 posti di lavoro e a una contrazione delle cessazioni. Più in difficoltà il comparto industriale, che si mantiene in terreno positivo (+17.500 posizioni lavorative) ma in significativo ridimensionamento rispetto agli scorsi anni, soprattutto per effetto dell’andamento dell’industria metalmeccanica, della chimica-plastica e di alcuni comparti del made in Italy (concia, calzature e legno-mobilio), che registra un calo delle assunzioni del 4% sul 2022. Nell’ambito dei servizi, turismo e commercio al dettaglio continuano a trainare la crescita dell’intero settore, sia nell’arco dell’intero 2023 che nel solo mese di novembre.

l’assessore regionale all’istruzione, formazione e lavoro, Elena Donazzan, commenta l’ultimo report “La Bussola” predisposto da Veneto Lavoro relativo al mese di novembre: “Occhi puntati al manifatturiero - dice - che deve restare il nostro settore strategico più rilevante, perché relativo alla produzione ‘ricca’ e carica di valore. Auspico che la nuova legge sul Made in Italy, da poco approvata in Parlamento, ci aiuti a difendere questo comparto in cui una contrazione di occupati potrebbe destare preoccupazione. Si tratta di un ambito fondamentale, che va difeso, tutelato, valorizzato e promosso. Abbiamo una forte tendenza all’export, il Veneto si conferma regione leader, ma è evidente che alcune dinamiche di concorrenza sleale mettono in difficoltà i nostri comparti più preziosi. La difesa del perimetro occupazionale di questo settore passa anche attraverso la filiera professionalizzante nel mondo dell’istruzione e della formazione delle migliori forze lavoro, quelle che danno valore al comporto produttivo ottenendone tutela”.

Lo studio, che analizza l’andamento del mercato del lavoro nel mese appena trascorso, nonostante un saldo mensile negativo, condizionato - viene sottolineato - sia dal posticipo della chiusura della stagione turistica estiva che dal rallentamento di alcuni comparti industriali, registra per il 2023 un bilancio occupazionale positivo con una crescita di 48.300 posti di lavoro dipendenti: aumentano le assunzioni di lavoratori in età matura (+4% tra gli over 55), quelle part time (+4% nel periodo gennaio-novembre e +7% nell’ultimo mese), calano le dimissioni (-2%).

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