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IL PERSONAGGIO

Sofia, a 15, è un esempio per tutti: dei valori dello sport

Ha ricevuto a Roma il premio per il "gesto etico"

Sofia, a 15, è un esempio per tutti: dei valori dello sport

 Sofia Bergo, giovanissima atleta polesana, di 15 anni, premiata da Asi a Roma. Si è svolta lo scorso venerdì nel Salone d’Onore del Coni di Roma, la cerimonia di premiazione del “Premio ASI Sport&Cultura”, organizzato da ASI - Associazioni Sportive e Sociali Italiane, giunta quest’anno alla sua 18esima edizione. Cinque le sezioni in gara per altrettante categorie, più un premio speciale sostenuto da Enel X.

Tra i diversi campioni premiati nelle diverse categorie, anche la polesana Sofia Bergo che, nella sezione “Gesto etico – Premio Fabrizio Quattrocchi” si è aggiudicata il premio, ex aequo con la “Fairplay School”, Sofia Bergo, canoista di 15 anni di Gavello, che nel maggio scorso, impegnata sul suo K1 nella water marathon, una discesa di 20 chilometri, nelle battute finali, quando era in piena corsa per una medaglia, si è fermata a soccorrere un’avversaria, Gioia Bortolotto, che poi l’ha preceduta sul podio.

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A consegnarle il premio un altro rodigino, Giacomo Labarbuta, vicepresidente nazionale di Asi e docente di scienze motorie del “Viola-Marchesini”. "Con il Premio Sport e Cultura Asi conferma il suo Dna valoriale e mette al centro la persona – spiega lo stesso Labarbuta - Evidenzia la funzione sociale, educativa dello sport favorendo, contestualmente, il benessere psicofisico che è quanto riconosciuto con l'inserimento dello sport nella nostra costituzione". Soddisfatto anche il Dirigente Scolastico dell’IIS “Viola Marchesini”, Isabella Sgarbi. “Il gesto etico di Sofia ha messo in evidenza come i giovani, nello sport, non pensano solo alla competitività ma tengono conto anche del rispetto di valori e di principi che i nostri ragazzi hanno – commenda Sgarbi – I bravi ragazzi esistono e questo gesto sottolinea come, aldilà di una possibile vittoria, sia stato valutata e premiata l’azione di Sofia. Sono molto contenta che sia il Ministero che il Coni e Asi abbiano preso in considerazione quanto successo in una piccola società sportiva di una città di provincia”. 

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