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IL CASO

“Senza Gesù non può esserci Natale”

“Rispettare se si vuole il rispetto”. Donazzan: “Come è possibile fare un errore così grossolano?”

“Senza Gesù non può esserci Natale”

Cucù al posto di Gesù: è bufera. E’ bufera per quello che è successo nei giorni scorsi alla sulla scuola elementare di Agna. Nella recita di Natale, il testo è stato modificato sostituendo il nome di Gesù alla parola “Cucù”, sollevando molte polemiche in Veneto e non solo.

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Sulla vicenda è intervenuto immediatamente anche il governatore Luca Zaia che ha precisato come “L'inclusione deve riconoscere identità nel rispetto reciproco”. Nel giro di pochissimo tempo, sui social ha iniziato a circolare il testo della recita di Natale della scuola padovana con le modifiche e la cancellazione dei riferimenti cattolici. A spiegarne le ragioni sono state le stesse insegnanti che l’hanno motivata come una scelta fatta per non offendere i bambini e le famiglie non cattoliche.

E contro questa scelta ha tuonato anche Elena Donazzan, assessore regionale all’istruzione: “Quale errore di valutazione porta delle insegnanti a comportarsi così? Un insegnante non può fare errori così grossolani. Il Natale è certamente una festa religiosa, ma coinvolge l'intera civiltà occidentale, nei i tempi della vita e nei tempi della scuola, per i quali, non a caso, nel calendario scolastico ci sono le vacanze legate al periodo del santo Natale".

Ieri le maestre della scuola di Agna hanno fatto marcia indietro: “In riferimento all’accaduto, noi insegnanti del plesso De Amicis di Agna, riconosciamo l’errore e ci scusiamo. Non era assolutamente nostra intenzione mancare di rispetto ai bambini e alla comunità intera. C’è la nostra piena consapevolezza che l’inclusione si fa non togliendo dei riferimenti religiosi e culturali fondamentali, che peraltro connotano la nostra storia e la nostra cultura. Da sempre si opera con l’intenzione e l’impegno di educare nel rispetto e nella sensibilità di tutti”.

“Il Natale è di Gesù - spiega senza troppi giri di parole don Enrico Turcato, responsabile della comunicazione della diocesi di Adria e Rovigo - Si rispettano gli altri se, prima di tutto si rispetta se stessi. Oggi c’è la tendenza a pensare che il rispetto di tutti lo si abbia cancellando la propria tradizione, ma non può essere così. Nel Natale si celebra proprio la nascita di Gesù e non quella di qualche altro personaggio storico - continua don Enrico - Sostituirlo significa negare proprio il rispetto della nostra tradizione e il Natale non esisterebbe più. Il Natale esiste perché è di Gesù e di nessun altro. Sostituirlo per rispetto vuole dire cancellare il senso del Natale. Anche volendo pensare alle buone intenzioni di questa scelta non avrebbe senso festeggiare il Natale, e rispettare gli altri significa innanzitutto fare in modo che tutti possano esprimere le proprie tradizioni senza dover negare niente. Natale esiste perché esiste Gesù altrimenti stiamo parlando di altro”.

Una decisione, quella presa nella scuola di Agna, che sembra proprio non trovare giustificazioni da nessuna parte e, anzi, toglie il vero senso del festeggiare il 25 dicembre la nascita di Gesù.

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Commenti all'articolo

  • diduve

    23 Dicembre 2023 - 02:23

    Il primo a far sparire Gesu' e' proprio Il Papa Francesco.

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