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l’intervista

“2024 di crescita e sviluppo”

Parla Paolo Armenio, vicepresidente di Confindustria Veneto Est

“2024 di crescita e sviluppo”

Il 2023 è stato un anno carico di avvenimenti e conquiste positive per il nostro territorio e il 2024 potrebbe essere anche meglio. Ne è convinto Paolo Armenio, vicepresidente di Confindustria Veneto Est con delega al territorio di Rovigo che traccia un bilancio dell’anno che si sta concludendo, tra avvenimenti positivi e qualche “pecca” per arrivare poi alle buone intenzioni e auspici per il futuro, come ogni fine anno che si rispetti.

Come è andato questo 2023?

“Tante le cose positive da registrare per il nostro territorio, e una è sicuramente la crescita degli Its. Noi contiamo moltissimo, così come ci contano le imprese, su questa formazione. L’Its logistica ha visto l’accordo con Censer e Fondazione per lo spostamento in zona Censer della sede, e il centro servizi diventa sempre più polo attrattivo per le attività formative superiori e di ricerca. Ci siamo confrontati con il presidente dell’Its meccatronica che vuole attivare il corso 2024/2025 anche a Rovigo (anche questo si posizionerà al Censer) e non per ultimo con il coordinatore regionale dell’Its per l’avvio anche di un Its red (edilizia). In sintesi nel 2024 verranno attivati altri due istituti, ed è importatissimo perché c’è grande richiesta da parte delle nostre imprese. L’inverno demografico c’è, inutile nascondere la verità, servono persone specializzate. In Europa queste scuole esistono da tanto e adesso finalmente vengono riconosciute anche in Italia e anche dalle famiglie, soprattutto”.

C’è anche il nodo infrastrutture.

“Un altro aspetto importante del 2023 è l’apertura di un dialogo vero con l’assessore regionale De Berti che è molto attenta al nostro territorio, con la quale abbiamo condiviso la necessità di migliorare la viabilità tra la Transpolesana e l’Eridania perché abbiamo una parte di Altopolesine che è difficile da raggiungere dai mezzi pesanti. Servono importanti investimenti e sembra che arriveranno. C’è stato anche l’incontro in Regione per la Romea commerciale, dobbiamo capire se tutto il territorio è concorde. Infine ci sarà sul territorio polesano a breve un importante investimento: un magazzino di 200mila metri coperti con un investimento di 150/200 milioni di euro. Il più grande investimento privato arrivato sulla provincia. Sarà un magazzino che farà logistica del freddo: alto valore aggiunto dove serviranno impiegati, ingegneri e mezzi. Nel 2024, se tutto andrà bene, si poggerà la prima pietra”.

Qualcosa non è andato bene o sarebbe potuto andare meglio?

“La cosa che mi preoccupa di più è la mancata fusione tra i comuni di Polesella e Guarda Veneta. Ecco, non mi fa ben sperare: questo sarà un grande problema. Bisogna fare più squadra condividere e mandare messaggi più importanti alla popolazione. Purtroppo questo fallimento trascinerà gli altri comuni a evitare di fare il tentativo. Purtroppo bisogna far capire che i servizi non li avrai più perché finiranno soldi, non per la fusione, anzi, solo la fusione permetterà la crescita e il mantenimento dei servizi. Bisogna fare squadra e rassicurare la gente con un progetto virtuoso. Sicuramente ad un certo punto servirà una imposizione dall’alto. I francesi hanno rafforzato le province i comuni sono rimasti tutti e sono poco più che Pro Loco ma tutti hanno mantenuto la loro identità. Non c’è più tempo, e questo vale per tutta l’Italia. Dovrebbe intervenire il governo, ma con un progetto ben chiaro”.

Come sarà l'anno nuovo, progetti in cantiere?

“Proseguirà quanto cantierato nel 2023 e, sicuramente, il 2024 sarà l’anno della Zls. Ho incontrato il ministro Tajani che ci ha assicurato essere in dirittura d’arrivo così come di recente ci ha assicurato anche l’onorevole Bitonci. Questo sarà il grande tema per il 2024. Un risultato ottenuto grazie ad un grande lavoro di squadra che ha visto in prima fila anche la Regione e i ministeri competenti. E poi ci aspettano anche scadenze elettorali davvero importanti”.

Personalmente, cosa si aspetta dal 2024?

“Non sarà semplice, i mercati sono cambiati di nuovo, la Cina è in recessione e l’America in crescita, la Germania continua a patire e quindi anche un po’ noi. Ma le nostre imprese hanno guardato anche altri mercati, abbiamo un tessuto economico frizzante. Io sono positivo, non dico che sarà un 2024 roseo, ma che l’economia reggerà”.

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Commenti all'articolo

  • frank1

    25 Dicembre 2023 - 08:55

    se vogliamo realmente crescere,a costo ZERO per lo stat,eliminare la burcrazia!! quella che ingessa le imprese e che costa caro..molto caro..difatti per aggiornare le burocrazie,bisogna avvalersi di consulenti esterni..che costano...o se costano...sveglia italia.

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