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Il pastore accompagna il gregge

L'iniziativa di Attive Terre

Il pastore accompagna il gregge

“Accompagnatori educativi: i veri pastori?” è stato il tema affidato ad Antonio Gardin, ex dirigente scolastico del Polo tecnico, ultimo appuntamento del ciclo di incontri promossi dall’associazione Attive terre.

Un tema alquanto delicato e complesso e, per alcuni aspetti, drammaticamente attuale perché riguarda la formazione dei giovani. Quei giovani che spesso non riescono a trovare la bussola per orientare la propria vita; quei giovani che spesso occupano le prime pagine della cronaca nera; quei giovani che spesso sono polarizzati dalle moderne tecnologie che vivono in mondi surreali. Anche se, va precisato, esiste senza dubbio un profondo e diffuso disagio giovanile, ma esistono anche tantissimi giovani, la stragrande maggioranza che eccellono per impegno, serietà e saggezza. Tuttavia anche in questo caso “fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”.

Gardin ha articolato il proprio intervento su alcune parole chiave: maestro, pedagogo, sviluppo, giovani, comunità, missione, carisma, guida, insegnamento, educazione, percorso, crescita, cittadino, etica, ideale e futuro.

“La metafora del pastore - ha affermato - può aiutare a riflettere sui bisogni educativi emergenti dall’attuale contesto che denuncia un vero allarme sociale e quindi un’emergenza educativa che coinvolge il ruolo educativo svolto dall’insegnante nell’ambito del mandato sociale dell’istituzione scuola. Pertanto serve uno sguardo che sappia inquadrare problemi e prospettive per andare oltre schemi e rigidità di un modello scolastico da cambiare”.

Quindi ha osservato che “i pastori richiamano subito al presepio e – ha confessato – quando guardo un presepio la prima cosa che mi attrae sono sempre i pastori perché hanno parecchie e curiose analogie con gli educatori”. A questo punto ha illustrato quella che ha chiamato la “metafora educativa” indicando quattro percorsi: primo, il pastore ha la funzione di osservare e conoscere il suo gregge; secondo, il pastore sa riconoscere ciascuna delle proprie pecore, prestando attenzione alle diversità e alle peculiarità dei bisogni; terzo, il pastore custodisce e si prende cura delle pecore del suo gregge e queste lo riconoscono e gli si affidano con fiducia; quarto, il pastore conosce i pascoli e le vie per raggiungerli e quindi guida il gregge, è sempre presente e lo accompagna, affiancandolo, intervenendo in caso di pericolo”.

A questo punto Gardin si è soffermato a esplorare il concetto di leadership educativa. “Il leader – ha spiegato - è la persona che guida, orienta, occupa una posizione di prestigio o di primo piano. Quindi la leadership indica una posizione di preminenza con funzione di guida di un gruppo. Allora l’educatore sia esso genitore, insegnante, allenatore, politico, animatore, sacerdote, catechista o altro svolge il ruolo di leader e la funzione di leadership nei confronti delle nuove generazioni: è una leadership specifica perché l’educazione richiama l’aspetto etico, valoriale e fa riferimento soprattutto a compiti pedagogici e relazionali”.

Ultimo pensiero dedicato alla genitorialità sottolineando che “prendersi cura di un figlio non è una capacità innata o istintiva ma è connessa agli aspetti affettivi, cognitivi e relazionali dei genitori”.

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