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L'intervista

“Il 2024 dovrà essere l’anno della Zls”

Gian Michele Gambato, vicepresidente della Camera di commercio, parla degli obbiettivi del prossimo anno per il Polesine

“Il 2024 dovrà essere l’anno della Zls”

ROVIGO - "Non è stato un anno drammatico per il Polesine, ma neppure positivo. Ma il 2024 deve essere l’anno della Zls e del suo decollo definitivo”, è la sintesi del bilancio del vicepresidente vicario della Camera di Commercio Venezia Rovigo, Gian Michele Gambato rispetto al 2023 che volge al termine. Due guerre in corso, inflazione alle stelle, e, per non farci mancare nulla, anche l'invasione del granchio blu, hanno reso il 2023 un anno difficile dal quale il Polesine esce con qualche livido.

Come è andato questo 2023?
“L’anno, ovviamente, non è stato eccezionale. Il Polesine, oltre alle problematiche che riguardano il Paese e l'Europa, ha dovuto affrontare anche l'emergenza del granchio blu che ha sicuramente condizionato l'economia locale creando una condizione complicata e grave per la zona della pesca, una condizione ancora non risolta e molto difficile per un segmento economico molto importante per il nostro territorio. Poi, purtroppo il dato inflazionistico che ora, per fortuna sembra essere un po' in calo, per tutto l’anno ha creato non pochi problemi a imprese e famiglie con un evidente calo dei consumi specialmente per il settore del commercio con un forte condizionamento dei processi economici. I settori di artigianato e commercio hanno sofferto molto nel 2023, un po' meno l’industria".

E c’è ancora il tema dei tassi di interesse?
“Altra componente che ha caratterizzato l’anno che volge al termine è stato indubbiamente l’aumento dei tassi di interesse, cosa che ha inciso in maniera importante per le medie e piccole aziende, oltre che per famiglie. È stato un anno, quindi, come dicevo, non particolarmente positivo anche se poi i livelli occupazionali hanno retto abbastanza bene. Ma il dato complessivo non è sicuramente positivo. Non dimentichiamo poi che c’è le guerra in Europa che genera problemi anche al settore agroindustriale e altra gravità è la guerra in Medioriente che crea problemi con altre fonti di approvvigionamento. I costi energetici fortunatamente questo inverno non sono certo bassi, ma molto meglio dello scorso anno, e questo morde molto meno le famiglie e le industrie”.

E l’export?
“Ha tenuto l’export in maniera importate e chi opera in quel settore ha avuto benefici. Il resto è legato alle politiche nazionali degli Stati e in Europa viviamo la crisi della Germania si riverbera su tutta l’Europa centrale.

Il bilancio?
“Un anno non drammatico ma neppure positivo".

Come sarà l'anno nuovo?
"Speriamo che veda la luce la Zls speriamo che sia l'anno giusto. Ravviverebbe l’attenzione su un territorio intero non solo sui Comuni coinvolti. Tutti ne beneficiano: si avvierà un processo che, al di là dell’effetto diretto, crea un effetto importante di attenzione e attrazione per tutti. Sarebbe un elemento che ci darebbe un valore aggiunto. Il prossimo anno sarà complicato perché vedrà il territorio affrontare due elezioni importanti: quelle europee e le comunali. E sappiamo che c’è sempre un rallentamento conseguente all’evento stesso. Speriamo, inoltre, che l’inflazione continui a scendere e speriamo che ci sia il calo dei tassi di interesse. Un elemento che genera fiducia e che fa ripartire le dinamiche di investimento industriale. Mi aspetto che il 2024 sia un anno di transizione, verso un periodo più stabile e sereno".

Personalmente, cosa auspica per il 2024?
“Auspico che il territorio polesano, che ha una sua caratteristica geopolitica che chiaramente non cambierà, trovi compattezza. Si dovrebbe passare dallo slogan facciamo squadra ad una realtà del lavoriamo insieme”.

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