VOCE
Occhiobello
27.12.2023 - 09:30
Poche ore prima dell’inizio delle festività natalizie l’assessore all’Ambiente del Comune di Occhiobello, Enrico Leccese, ha comunicato la chiusura di un lavoro di bonifica che da qualche tempo era entrato tra gli obiettivi prioritari di questa amministrazione comunale: “In meno di due anni – spiega Leccese – grazie al proficuo rapporto tra i tecnici incaricati dalla proprietà della ex cava di sabbia situata in area golenale in località Malcantone di Occhiobello e gli uffici del Comune, sono stati eseguiti gli interventi che hanno portato alla demolizione del magazzino principale e di altri edifici aventi una superficie complessiva di coperture in amianto pari a 600 metri quadrati, alla rimozione e smaltimento delle montagne di inerti, alla rimozione e smaltimento dei macchinari rimasti inclusi i loro basamenti in cemento armato”.
Un lavoro di alto profilo che ha, nell’attenzione nei confronti dell’ambiente, la ragione principale: “Questo restauro ecologico è stato possibile grazie agli investimenti di una proprietà che ha creduto nel risanamento ambientale di luoghi che in passato hanno subito uno sfruttamento industriale e che da oggi, attraverso l’utilizzo delle comunità vegetali e animali del luogo, torneranno gradualmente in possesso della natura. Ripercorrendo la storia, il sito produttivo che terminò l’attività negli anni novanta del secolo scorso, venne poi utilizzato, da parte di ignoti, come discarica abusiva. In particolar modo, nel capannone principale vennero accatastati a più riprese numerosi rifiuti, per la maggior parte non pericolosi, successivamente fatti rimuovere dalla proprietà anche su richiesta dell’ufficio ambiente del Comune. Venivano considerati rifiuti dalle autorità preposte Arpav e Aipo anche gli accumuli di inerti rimasti fermi da anni nell’area e per questo motivo, il 29 ottobre del 2020, l’ufficio ambiente del Comune emise un’ordinanza nei confronti della proprietà perché si adoperasse al recupero e allo smaltimento di rifiuti e al ripristino dello stato dei luoghi interessati".
"Il ripristino dei luoghi, che comprendeva anche la demolizione dei capannoni e la rimozione dei macchinari industriali divenuti abusivi una volta terminata l’attività produttiva, doveva essere oggetto di un più ampio progetto di ricomposizione ambientale - conclude l'assessore - dati i numerosi adempimenti da espletare, la proprietà decise di avvalersi di uno studio tecnico professionale locale al fine di interfacciarsi con l’amministrazione comunale e le autorità preposte per programmare gli interventi di bonifica e restauro ecologico e portare a termine il percorso stabilito”.
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