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“Operazione verità in Regione”

Affondo di Zanoni sulla Pedemontana: “I costi enormi peseranno per due generazioni di veneti”

“Operazione verità in Regione”

Il Partito democratico Veneto si candida alla guida della Regione. In casa dem c’è piena consapevolezza che si tratta di un’impresa titanica, nello stesso tempo c’è la determinazione a non darsi per vinti prima di scendere in campo. E visto che le prossime regionali sono tra un anno e mezzo, il Pd ha iniziato una vera e propria maratona sotto la bandiera “Operazione verità in Regione”.

E’ quanto emerso chiaramente nell’incontro pubblico organizzato dal circolo adriese e che ha visto una buona partecipazione di soci e simpatizzanti, nonostante il periodo natalizio, non proprio indicato per una manifestazione politica. Al tavolo dei relatori la segretaria del circolo Gessica Ferrari, Antonio Franzoso della commissione sanità del Pd adriese, Angelo Zanellato segretario provinciale Pd, Diego Crivellari presidente del Cur ed ex deputato, Andrea Zanoni consigliere regionale e presidente della commissione legalità, Cristiano Samueli medico coordinatore del tavolo socio sanitario dem nel Centro e Nord Italia.

Il dibattito si è svolto su un doppio binario: sanità e infrastrutture, in questo caso la “madre di tutte le infrastrutture” dell’era Zaia, ovvero la Pedemontana. Autostrada che proprio l’altro giorno ha visto il quasi completamento con l’inaugurazione dell’ultimo tratto, poco più di una ventina di chilometri, tra Malo e Montecchio Maggiore. Adesso manca solo il raccordo con la A4 che dovrebbe essere ultimato entro la prossima primavera. Alla cerimonia, insieme al governatore, è intervenuto il vicepremier e ministro delle infrastrutture Matteo Salvini. E quella che per Zaia è “un esempio di efficienza, sostenibilità e rispetto ambientale” per Zanoni, pur rimarcando l’importanza dell’opera e la sua modernità, rappresenta “il grande buco che peserà sulle prossime due generazioni di veneti”.

Il consigliere regionale dem si è soffermato a illustrare alcuni passaggi chiave nella realizzazione dell’opera a cominciare dal fatto che, a suo dire, “è stato fatto un project financing alla rovescia. Infatti, in questo caso, il rischio d’impresa ricade sull’ente pubblico, ovvero la Regione, mentre il privato ha le entrate garantite da quanto ogni anno Palazzo Balbi pagherà alla ditta, ovvero mediamente 300 milioni all’anno per i prossimi 40 anni, mentre le entrare previste dai pedaggi si aggirano sui 100 milioni annui”. Al momento si tratta solo di previsioni, in quando la convenzione diventerà operativa quando l’opera sarà definitivamente ultimata, quindi sarà dal “prossimo bilancio regionale che la Pedemontana si farà sentire”. Una vicenda all’attenzione della Corte dei conti che ha già rilevato alcune incongruenze, a cominciare dal fatto che “la Regione – riferisce Zanoni – non ha chiesto la penale per il ritardo di due anni nell’avvio dei lavori”. Per poi osservare amaramente: “I project finance della Regione sono stati tutti fallimentari, per lo meno ben al di sotto delle aspettative”.

Ed ha aggiunto: “Il peso economico finanziario della Pedemontana provocherà tagli un po’ ovunque. Un primo assaggio si è avuto con il bando per interventi di messa in sicurezza dei tratti stradali nei centri urbani: solo il 60% dei progetti ammessi sono stati finanziati. Anche una decina di comuni polesani sono stati esclusi”.

Ma la grande “vittima” della Pedemontana sarà la sanità, anche perché rappresenta di gran lunga la voce spesa più significativa della Regione. Una radiografia della sanità veneta è stata fatta da Samueli rilevando, su tutti, un dato a dir poco allarmante: “Il 70% dei medici di base è over 65: c’è una vera e propria emergenza di questa figura professionale”. Così pure ha rivelato che “è sempre maggiore il numero di persone che rinunciano a curarsi perché non ha i soldi per le medicine, ancor meno per le visite. Il problema – ha precisato – non è solo Veneto, ma nazionale. Tuttavia la Regione può fare molto ma il Veneto di Galan prima e Zaia adesso è sempre più orientato verso la sanità privata”. La maratona del Pd verso Palazzo Balbi è iniziata, aspettando qualche compagno di viaggio.

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