Cerca

POLESELLA

“Opere sì, ma per farne cosa?”

Questa la domanda che si pone il sindaco Raito in tema di lavori pubblici nel Polesine

“Opere sì, ma per farne cosa?”

"Opere si, ma per farne cosa?". Questa la domanda che si pone il sindaco Leonardo Raito, riflettendo sulle opere pubbliche che potrebbero servire nel nostro Polesine. “I giorni a cavallo tra dicembre e gennaio sono giorni di buoni propositi in cui i politici discutono di progetti e proposte che riguardano spesso importanti opere pubbliche. Si tratta certamente di riflessioni lodevoli che tuttavia mi sembrano troppo improntate sull’esigenza del fare qualcosa piuttosto che sul fare per che cosa. Provo a spiegarmi – spiega Raito - concordo con alcune recenti affermazioni, giunte da politici polesani che hanno ruoli a livello nazionale e regionale, sull’importanza di completare l’arteria Transpolesana allungandola da Rovigo almeno fino ad Adria, (lo abbiamo spiegato anche noi due anni fa con “Il dovere di esserci”), ma non trovo, nelle stesse posizioni, motivazioni di lungo respiro sul perché l’opera vada considerata prioritaria – prosegue il primo cittadino rivierasco - Una strada si può fare per finalità commerciali, turistiche, logistiche".

"E allora la Transpolesana va completata in una logica turistica (rendere più appetibile il Delta del Po), localistica (rendere più agevole lo spostamento delle popolazioni del Delta verso il Medio Polesine o Verona), logistica, o magari per rendere più comodo lo spostamento di merci da e verso dove e di che tipo? - prosegue - questo tipo di ragionamento, in una provincia frazionata come la nostra, in 50 comuni, polverizzata tra decine di entità amministrative, si può applicare a qualsiasi questione. Faccio una palestra nuova, magari in un comune dove nessuno pratica sport. Faccio una scuola nuova o un asilo nido nuovo, magari in un territorio che non ha nascite. Una tribuna da 1000 posti in un campo sportivo in cui al massimo vanno 50 persone. Asfalto o riasfalto strade dove passano tre macchine e tralascio quelle dove ne passano 10 mila. La logica degli investimenti dovrebbe seguire lo spirito europeo di mettere a disposizione progresso al maggior numero di persone possibile – conclude Raito - Ma in una provincia con tutte queste teste e con una politica quasi allo sfascio stiamo parlando di una missione impossibile”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400