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Lendinara

“Più attenzione reciproca”

Il sindaco uscente di Lendinara, Luigi Viaro: “Sarei egoista se non favorissi il ricambio. Nel mio futuro? Un ruolo più politico”

“Più attenzione reciproca”

Luigi Viaro, decimo Capodanno da sindaco di Lendinara. A giugno passerà la mano. “Ma la politica è la mia vita, mi piacerebbe restare a disposizione con altri ruoli”.

Sindaco, vuole dire che la vedremo ancora in pista?

“Se ho cullato il sogno di un terzo mandato? Assolutamente no. Sono entrato in Comune nel 1985, da vicesindaco. Poi sono stato in Provincia, di nuovo vicesindaco a Lendinara, presidente del consiglio, sindaco per due volte. Gli ultimi 20 anni li ho passati tutti in municipio. Ma se non favorissi il ricambio generazionale sarei un egoista”.

Dunque la sua squadra andrà avanti senza di lei?

“La mia città la conosco benissimo. Con il clima che c’è, avrei potuto ripropormi integrando magari la squadra. Ma poi ho guardato alle persone che in questi dieci anni mi hanno sostenuto. Io sono stato il frontman, ma il lavoro di ciascuno di loro è stato fondamentale. Ci sono persone brave che hanno corso tanto, ed è giusto che ora io ritorni loro almeno in parte ciò che hanno dato a me”.

Cosa le resta di questa esperienza da sindaco?

“Dieci anni meravigliosi. Certo, ci sono stati problemi, ma l’importante è affrontarli sempre con approccio costruttivo. La lamentela non mi appartiene. Il primo mandato è stato entusiasmante, il secondo caratterizzato dal dramma del Covid, che purtroppo ho provato anche sulla mia pelle. In parte ci ha rallentati. Ma credo di lasciare una città migliore, e questa era la mia ambizione più grande”.

Com’è la sua Lendinara?

“La mia Lendinara sono i lendinaresi, che incontro ogni giorno. Per il resto, l’area industriale non ha più lotti edificabili e andrà ampliata, il centro storico è rinato, la città è accogliente, vivibile e offre servizi di qualità. E’ questo il lavoro di cui vado più fiero: un’opera che si vede meno dei lavori pubblici ma che è essenziale per le famiglie. Ed è per questo che molti ci scelgono e vengono a vivere qui. Siamo una comunità viva. Ma devo fare un appunto…”

Prego.

“La partecipazione è una nota dolente. Abbiamo tante associazioni di volontariato, ma negli ultimi anni noto troppo individualismo. C’è un sentimento diffuso di concorrenza che non mi piace, e faccio autocritica: forse nessuno di noi è stato in grado di dare il buon esempio. Voglio richiamare i cittadini a ragionare su questo: dobbiamo vivere la comunità con attenzione reciproca. E’ la cosa più importante”.

Nel suo futuro, diceva, un impegno politico. Di che genere?

“Penso di poter dare un contributo che vada oltre Lendinara. Per lavoro, in banca, e poi di nuovo come componente del cda di Acquevenete ho conosciuto la realtà della provincia di Padova. Credo che il nostro piccolo Polesine possa valere di più se inserito in un contesto più ampio. Il mio desiderio, al di là del prossimo congresso di Forza Italia, sarebbe quello di condividere un impegno di maggior responsabilità politica. Del resto, questo è la mia vita”.

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