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L'idea

“La ciclovia destra Adige sia intitolata a Luigi Masetti”

Il consigliere regionale Arturo Lorenzoni ha presentato una mozione ad hoc

Luigi Masetti, il Marco Polo della bici

La nuova ciclovia della destra dell’Adige, in fase di ultimazione nel tratto della provincia di Rovigo, venga intitolata al polesano Luigi Masetti, pioniere del cicloturismo”. Il consigliere regionale Arturo Lorenzoni ha presentato una mozione ad hoc alla giunta regionale al fine di promuovere sia l’infrastruttura, che richiamerà migliaia di appassionati della due ruote da tutte le parti del mondo, sia la figura dello stesso Masetti.

Nato il 18 dicembre 1864 a Trecenta, Masetti fu autore di viaggi incredibili, oltre che di diversi reportage. Fra le numerose imprese, nel 1892 pedalò per 3.500 km attraverso l’Europa. A seguire la spedizione ciclistica Milano-Chicago, meglio conosciuta come “Il viaggissimo”: un percorso di 7.000 km che lo portò negli Stati Uniti attraverso la Svizzera, la Germania, la Francia e l’Inghilterra fino a Chicago e Washington, dove incontrò alla Casa Bianca il Presidente degli Stati Uniti di allora, Grover Cleveland. Questo tour, peraltro, è stato ripetuto qualche mese fa da Giulia Baroncini, una ciclista amatore di Lusia, proprio in sua memoria.

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“Masetti rappresenta un’eccellenza per il Polesine e per tutto il Veneto - sottolinea Lorenzoni - Non solo. La sua figura può diventare strategica per lo sviluppo del cicloturismo e per la valorizzazione dell’intero territorio. Per di più, quest’anno ricorre il 160esimo anniversario della sua nascita”. L’occasione buona, dunque, per avviare l’iter per dedicargli la ciclovia della destra dell’Adige. “In Polesine il cicloturismo ha delle potenzialità enormi, ancora tutte da scoprire”. “Investire sul comparto - aggiunge il consigliere regionale - significa dare un nuovo impulso all’economia locale, pensiamo ad esempio a tutto l’indotto, e al turismo lento, che sta vivendo una stagione di forte crescita”. Parimenti, conclude, “il comparto della bici, un mezzo slow che permette di visitare gli angoli più nascosti e suggestivi del Polesine”.

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