Cerca

L'INTERVISTA

“Investimenti e strategie”

“Nel 2024 dovranno calare i tassi di interesse. E poi Pnrr, Industria 5.0”

“Investimenti e strategie”

La ripresa degli investimenti, il calo del tasso di interessi e il consolidamento del ruolo di Confindustria nel panorama economico nazionale, veneto e polesano. Per Leopoldo Destro, presidente di Confindustria Veneto Est, le prospettive per il 2024 sono buone, ma non senza scogli da superare.

Presidente Destro prima di addentrarci sulle aspettative del 2024 che bilancio possiamo tracciare del 2023?

“È stato un anno complesso su vari fronti. Su quello del mercato il segno positivo dei primi mesi del 2023 si è un po’ affievolito nella seconda parte. All’inizio c’è stato un riposizionamento dei prezzi energetici che ha portato ad un miglioramento di molti indicatori. Il rallentamento della seconda metà dell’anno è stato anche dovuto alla flessione di alcuni mercati, come la Germania, ma allo stesso tempo abbiamo registrato una buona capacità di adattamento delle nostre imprese, capaci di cercare e trovare nuovi sbocchi commerciali. La tenuta di investimenti e sviluppo delle imprese, però è ancora zavorrata dai tassi di interesse ancora troppo alti. In pochi mesi abbiamo avuto dieci aumenti dei tassi da parte della Bce ed ora sono i più alti degli ultimi 15 anni. In queste condizioni chiedere linee di finanziamento è davvero difficile. Ciò detto, chiuderemo l’anno con un Pil ancora positivo (+0,9%), l’export nei primi nove mesi, in attesa dei dati dell’ultimo trimestre, è stato buono. L’occupazione nel territorio di Confindustria Veneto Est è cresciuta di oltre 20mila posti di lavoro e di mille in Polesine. Ripartiamo da questi numeri”.

Ed ora il 2024, con quali prospettive?

“I primi mesi saranno i più incerti, ma sulla seconda parte dell’anno sono sicuramente ottimista. Credo ci siano grandi opportunità. Molto dipenderà dal calo dei tassi di interesse, ce lo attendiamo già nei primi mesi dell’anno. Sarebbe una forte spinta agli investimenti da parte delle imprese. E non dimentichiamo che ci sarà da mettere a terra i finanziamenti del Pnrr e poi il contributo, assicurato dal ministro Urso, per Industry 5.0: 13 miliardi di euro, per metà da fondi nazionali e per metà dal Repower EU per investimenti sulla transizione energetica e digitale con il beneficio di muovere tutta la filiera e di modernizzare il tessuto produttivo (Ia, digitale) recuperando efficienza e produttività. Ci attendiamo a breve i decreti attuativi. E così si riuscirà a dare una forte spinta all’economia”.

Ma qual è la fotografia del nostro tessuto industriale?

“Come dicevo prima, molte aziende hanno dimostrato ancora una volta attitudine al cambiamento e riposizionamento sui mercati per bypassare la flessione tedesca e rivolgersi ad altri mercati come l’India, il Medio Oriente, gli Stati Uniti. Insomma, stanno dimostrando una bella dinamicità”.

Il 2024 sarà davvero l’anno della Zls? O continuerà la telenovela degli annunci seguiti da nuove posticipazioni?

“Non possiamo negare che di parole ne siano state spese molte. Ora ci attendiamo i fatti. Con i vicepresidenti Marinese e Armenio continuiamo a lavorare con tutte le energie per la Zona logistica per Venezia e il Polesine, sarà una forte spinta a sviluppo e investimenti. Abbiamo avuto proprio a fine anno assicurazioni da parte del Governo sul completamento dell’iter. Rimaniamo fiduciosi ma chiediamo di sbloccare da subito il Dpcm sulla governance e la dotazione finanziaria necessaria. E facciamo di nuovo un appello ai parlamentari veneti a lavorare insieme per mettere a terra la Zls. Il rischio di far dirottare o rallentare degli investimenti c’è, però Rovigo e il Polesine restano un territorio di grande interesse per nuovi insediamenti, con una posizione geografica e logistica attrattiva, lo dimostrano i grandi insediamenti che sono arrivati e stanno arrivando”.

Il riferimento è agli insediamenti dell’area Castelguglielmo e a quello nuovo in arrivo a Rovigo in zona Interporto, un maxi stabilimento per la filiera del freddo?

“Sono la dimostrazione delle potenzialità del territorio, che la Zls potrà moltiplicare, per agevolare nuovi insediamenti, che significano sviluppo e nuova occupazione. Insediamenti che evidenziano la capacità di questo territorio di attirare investimenti, creando anche un indotto più che considerevole. Ragionare in termini di area vasta è indispensabile. Però attenzione, il mondo dell’economia e delle imprese deve saper muoversi anche indipendentemente dalla Zls. Noi, come Confindustria Veneto Est, saremo a fianco delle aziende e le accompagneremo in tutti i loro passaggi, cercando di favorire le condizioni per attrarne di nuove. Ciò detto, sulla Zls terremo duro fino al completamento dell’iter, e poi per tutte le fasi della sua attuazione”.

Prima ha parlato di occupazione, che va a braccetto con la formazione e la qualificazione professionale. La crescita degli Its va in questo senso?

“I dati lo dimostrano, il 95% di chi frequenta gli Its trova un posto di lavoro. Sono uno dei cavalli di battaglia di Confindustria per tenere sempre più unito il mondo del lavoro a quello della scuola e della formazione. L’allargamento di questa rete, anche grazie alla sperimentazione dei 4 più 2 anni per l’istruzione tecnologico-professionale, è molto positivo. A Rovigo stiamo lavorando, assieme alla Cariparo, per la sede Its al Censer, dove c’è già l’Its Marco Polo per la logistica, e inoltre per gli Its edilizia e meccatronica. Certo servirà una più capillare campagna di promozione e informazione, ma questa è la rotta per avere occupazione di qualità e opportunità per i giovani”.

Il 2024 sarà anche un anno di elezioni. Locali ed europee. Cosa chiedete alla classe politica?

“Per quel che riguarda le elezioni comunali chiediamo di stringere ancor più la sinergia con il mondo dell’impresa, del fare. Una stretta collaborazione tra tutti gli stakeholder non può che far bene al territorio. Se cresce l’economia crescono gli investimenti, cresce l’occupazione e cresce anche la ricchezza. Insomma, una crescita generale a beneficio di tutti”.

E a livello di elezioni europee?

“L’Europa non deve essere schiacciata tra i due grandi colossi, Stati Uniti e Cina, deve portare avanti una propria politica industriale, che comprende anche una politica energetica comune. L’Ue deve sostenere la competitività delle imprese, essere presente sul tema energia, sulle materie prime critiche, sulla transizione digitale e green, ineludibili ma da realizzare con realismo senza scelte ideologiche”.

Si voterà anche per il Comune di Rovigo, unico capoluogo in Veneto.

“L’augurio è che chi sarà chiamato a governare sappia dialogare in modo positivo con il mondo delle imprese e anche con gli altri capoluoghi”.

Che giudizio dà del primo anno di Confindustria Veneto Est? Ci sono aspetti da limare o migliorare?

“Abbiamo messo in moto una grande macchina. Abbiamo fatto tante cose, tanti servizi a supporto delle imprese associate, rimanendo radicati ai nostri territori ma con una visione d’insieme, necessaria a pianificare e sviluppare la competitività. Qualche assestamento è fisiologico, soprattutto sul versante interno, ma per le aziende ci saremo sempre per alzare l’asticella della crescita”.

In primavera ci sarà anche il rinnovo dei vertici di Confindustria.

“Quando ci sarà lo schieramento definitivo dei candidati e la visione e i contenuti per la nuova Confindustria prenderemo posizione”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400