VOCE
IL CASO
19.01.2024 - 07:27
Solo recentemente sono balzate alla cronaca nazionale la storia e le peripezie di Veloman (e dei Velomans) che, nottetempo, armati di flessibile, abbattono gli autovelox delle strade polesane divenendo una sorta di supereroi per la popolazione residente, forse troppo stanca di essere vessata dalle contravvenzioni che arrivano dopo aver superato, anche di poco, il limite di velocità. E ovviamente si stratta di atti vandalici da deprecare.
Ma la storia della distruzione di questi apparecchi non è nuova in Polesine ma risale a parecchi anni fa: almeno al 2008. Esattamente nel dicembre di 16 anni fa, veniva data notizia che a Rovigo, il velox della tangenziale venne incendiato appena 24 ore dopo essere entrato in funzione mentre, nel marzo precedente la stessa sorte era toccata a quello posizionato in via Amendola. Ma la lista è davvero lunga. Nel conto anche il velox sulla strada Statale 16 a Canaro, messo fuori uso di notte. Sempre nel 2008 il velox installato sulla strada Regionale 88, a Lendinara, veniva data alle fiamme. Episodio che si ripete, praticamente identico, nell’ottobre del 2010.
Lo stesso anno ma esattamente un mese dopo, a Villanova Marchesana la stessa sorte è toccata all’apparecchio installato sull’Eridania. Pochi mesi più tardi, alla fine del 2011, ad Adria fu incendiato il velox, installato qualche giorno prima, che si trovava sulla strada per Loreo, mentre nel giugno del 2012, sempre ad Adria, nella notte le fiamme distrussero un altro apparecchio velomatic. Trascorre un altro anno e, nel settembre del 2013, due bottiglie molotov vennero lanciate contro il velobox di Palazzo Corni, a San Martino di Venezze, mettendolo fuori uso. Altra tecnica, molto più simile a quella utilizzata nell’ultimo periodo, venne messa in atto nel gennaio del 2011 a Porto Viro, dove venne segato un velox posizionato sulla Romea.
Impossibile dimenticare le numerose azioni contro i velox partite nel 2014, quando in pochi giorni furono fatti saltare i velobox da poco installati sulle strade di Pontecchio, Polesella e Crespino, tutti rasi al suolo o sradicati, anche con l’utilizzo di trattori. Altra tecnica, quella utilizzata nella primavera del 2017 quando il velox sulla strada tra Adria e Loreo venne utilizzato come bersaglio e messo fuori uso a colpi di pistola. E poi ancora a Frassinelle Polesine dove il velox venne tolto da via Romana e gettato nel fossato, ad Ariano Polesine dove l’apparecchio installato sulla strada statale Romea, al chilometro 61, in direzione Venezia è stato incendiato e a Rovigo dove tutti i velobox di via Forlanini vennero distrutti nell’arco di poche settimane.
Inutili ripercorrere i ‘tagli’ degli ultimi mesi avvenuti a Bosaro, Giacciano con Baruchella, Rosolina, Taglio di Po e Corbola. Tecniche e modalità diverse ma un unico obiettivo: mettere fuori uso i tanto odiati autovelox.
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