VOCE
Adria
22.01.2024 - 08:00
Ormai è quasi tutto pronto in vista della manifestazione contro le estrazioni di gas nel Delta del Po e nell’Alto Adriatico in programma nella città etrusca sabato 3 febbraio. Ritrovo alle 10,30 in piazza Garibaldi, poi sarà formato un corteo che percorrerà corso Vittorio Emanuele II fino a raggiungere largo Mazzini dove gli svolgeranno gli interventi di rappresentanti istituzionali locali, regionali e nazionali, associazioni e comitati ambientalisti per la difesa dell’ambiente e del territorio. L’iniziativa è promossa dall’amministrazione comunale di Adria in sinergia con il Parco regionale Veneto Delta del Po e il coordinamento “Polesine no trivelle”.
Riserve e perplessità sull’evento arrivano dal circolo adriese del Partito democratico che ha emesso un documento nel quale si fa il punto della situazione per smascherare ipocrisie e doppi giochi, per poi concludere con l’invito alla manifestazione del governatore Luca Zaia.
“In merito alla possibile ripresa di estrazioni di gas metano nel Golfo di Venezia e nel Delta del Po – si legge - gli esperti del Veneto hanno risposto ‘No’ in quanto si ritiene che ‘le carenze conoscitive evidenziate non consentano di escludere effetti significativi sull'ambiente marino e costiero del Polesine e del Delta del Po, pertanto le estrazioni di gas non debbono essere autorizzate’. Anche il Consiglio regionale in un emendamento al Documento economico regionale ha preso posizione affermando che ‘ove siano acquisite con le trivellazioni evidenze scientifiche in ordine a cadute ambientali pregiudizievoli per il territorio e l'ecosistema, la Regione esprimerà la propria contrarietà’. Per questo – prosegue il documento dem - è stato costituito a livello nazionale un Tavolo tecnico idrocarburi composto da funzionari del Ministero dell'ambiente, Ispra e Regioni Veneto ed Emilia Romagna per approfondire soprattutto il rischio subsidenza sulle cui attività al momento si sa ancora poco o niente. Detto e fatto si direbbe, ma la storia, si sa, può cambiare: infatti il 23 novembre 2023 il Consiglio dei Ministri ha approvato il ‘Decreto energia’ ed ha reintrodotto, di fatto, le concessioni alle trivellazioni, come aveva già deciso con il ‘Decreto aiuti Quater nel 2022’ sul quale il Veneto aveva chiesto approfondimenti. A tutt’oggi, se da una parte la conclusione degli esperti veneti continua ad essere negativa, dall'altra il Tavolo tecnico nazionale idrocarburi non si esprime, lasciando, di fatto, al Consiglio dei ministri la libertà di decidere”.
E ancora: “Destano profonda preoccupazione le posizioni da sempre a favore della ripresa delle estrazioni dell’attuale Ministro all'ambiente Gilberto Frattin Pichetto e di Adolfo Urso Ministro delle imprese e del Made in Italy che a Verona, proprio di recente, ha confermato che le estrazioni del gas di fronte alla costa veneta partiranno se non ci sarà un parere esplicitamente negativo da parte dell'apposito comitato nazionale”.
Ma non finisce qui. “A loro si aggiunge il vice-premier Antonio Tajani che nelle settimane scorse, in visita a Rovigo, ha detto testualmente: ‘Estrazioni di gas? Nessun passo indietro, l’obiettivo è l’autonomia energetica e si va avanti, costi quel che costi’. Di fronte a tutto questo – sostiene il Pd adriese - affermiamo che forse è arrivata l'ora di fare chiarezza per tutti e per tutti gli schieramenti. Primo, non basta dirsi contrari in Polesine e lasciare fare a Roma: primo, la nostra gente ha già visto troppi contorsionismi e doppiogiochisti ed è tempo di uscire dal gioco delle tre carte; secondo, non è più tempo di manifestazioni estemporanee e di profilo esclusivamente localistico”.
Ed ecco la proposta che arriva da vicolo Che Guevara: “Chiediamo al sindaco Massimo Barbujani di cambiare atteggiamento e di non fare scelte che non lasciano futuro, isolate, fini a se stesse, sui temi che colpiscono la vita dei cittadini. Si torni a coinvolgere effettivamente tutto il consiglio comunale, tutte le forze politiche e associative, le categorie economiche e sociali e chieda un mandato pieno e autorevole per coinvolgere a nome della città tutte le altre municipalità interessate, l'Amministrazione provinciale, i nostri rappresentanti polesani in Regione e in Parlamento e i loro omologhi veneziani e ferraresi. Lo avevamo già proposto alla precedente amministrazione per la sanità e proprio sul tema delle Trivelle un ordine del giorno del nostro consigliere comunale era stato votato all’unanimità da tutte le forze presenti in consiglio, per poi finire nel cassetto”. Pertanto il Pd conclude sostenendo che “questo sia l’unico modo per arrivare in tempi stretti a una grande manifestazione unitaria e non strumentale, contro la ripresa delle trivellazioni, con il coinvolgimento della municipalità e non solo, veramente partecipata, con la presenza del nostro presidente della giunta regionale, Luca Zaia, e i parlamentari di tutte le forze politiche affinché siano la vera voce dei cittadini tutti”.
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