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ROVIGO

"Il caso piscina nuova ferita a una città già agonizzante"

L'analisi di Federico Frigato

“Questo piano del traffico che trascura le frazioni”

"Fa male vedere la propria città sprofondare nel baratro. Rovigo è una città abbandonata, isolata, impoverita, in perenne stato di lockdown fra serrande abbassate, locali sfittì, incuria e continua desertificazione". Lo dice Federico Frigato.

"Basta fare una passeggiata in centro o nelle frazioni per valutarne, tristemente, l’inesorabile decadimento architettonico, urbanistico, economico e sociale. Mi chiedo se il Sindaco se ne sta rendendo conto. Se ha modo di confrontarsi con i propri concittadini. Con i commercianti rimasti! Con i tanti giovani costretti al continuo esodo anche solo per qualche ora di divertimento, e non solo alla ricerca di opportunità lavorative. Con gli anziani ai quali la propria città non offre i servizi e le attenzioni dovute. Il caso del polo natatorio è l’ennesima ferita ad una comunità agonizzante".  

"Questa amministrazione si è caratterizzata solo per le chiusure o la messa in discussione dell’esistente. Si è deciso di chiudere il Consvipo anziché riconvertirlo e sfruttarne le opportunità per trasformarlo in una efficace e moderna agenzia per lo sviluppo capace di rilanciare il territorio. Si è arrivati alla ingloriosa chiusura di Casa Serena con ricadute su centinaia di famiglie di ospiti e lavoratori. Ora la chiusura delle piscine Baldetti e Tosi ed il conseguente disagio non solo per gli sportivi ma, ancora una volta, per i lavoratori, i ragazzi e le loro famiglie". 

"Spiace dirlo ma amministrare è altra cosa rispetto all’azione del sindaco Gaffeo e della sua squadra. Non basta far tornare i conti o applicare pedissequamente circolari e norme. Per quello sono sufficienti i dirigenti e gli uffici. Anzi, si risparmierebbero anche parecchi denari! Fare il Sindaco significa amare la propria città. Dedicare tempo, passione, strette di mano, confronti... Significa essere tra e non sopra i cittadini. Significa pianificare e realizzare. Magari si possono commettere degli errori ma quando si lavora per la propria comunità i cavilli, le clausole, i numeri, sono importanti ma non sono l’obiettivo. Il passato, criticabile o meno, ha comunque permesso a questa città di avere un proprio polo natatorio, un corso del Popolo ed una Piazza XX settembre riqualificati. Questa amministrazione cosa lascia? Per cosa sarà ricordato questo Sindaco?".

"Rovigo in passato ha già perso delle occasioni per uscire dalla crisi in cui è caduta. Non sono le scelte facili e scontate quelle che serviranno fra qualche mese. Ritengo che oggi più che mai, serva un cambio di passo, che vada oltre a partiti o coalizioni in cui prevale già la sindrome spartitoria. Serve un risveglio collettivo. Un nuovo patto per la città: in primo luogo tra noi cittadini, e poi tra i cittadini ed i commercianti, gli imprenditori ed i giovani. Tra tutti coloro che amano Rovigo e vogliono contribuire a invertire la rotta del declino. Chiamando a raccolta in primis proprio i giovani che hanno il diritto-dovere di prendere per mano la loro città ed il loro futuro".

Federico Frigato

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