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ROVIGO

"Riprendere subito in mano la questione Casa Serena"

Pd: “Si riapra il dialogo, come avevamo indicato la scorsa estate. Iras deve restare in mano pubblica”

E adesso sarà battaglia legale

Decidere il futuro di Casa Serena e provare a riaprire il dialogo con Regione e commissario Iras. la sentenza del Tar che ha dato ragione all’Iras nei ricorsi proposti dal Comune di Rovigo pone il sindaco e la sua amministrazione davanti ai prossimi passi.

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Il sindaco di Rovigo, Edoardo Gaffeo, ieri ha spiegato che “le sentenze non si discutono, certo si possono appellare, ma analizzeremo le molte pagine della sentenza del Tar e poi vedremo i passi da intraprendere. Ora occorre decidere cosa fare di Casa Serena. Già qualche settimana fa avevo posto la questione, ma si era sollevato un polverone di polemiche”. La sentenza Tar ha detto che la risoluzione della convenzione per Casa Serena era ammissibile, cosa che, di fatto, ora lascia il Comune in possesso di un immobile vuoto e in stato di abbandono, il rischio è che lo diventi sempre di più.

“Risederci al tavolo con la Regione? - dice il sindaco - noi non abbiamo mai chiuso. Ma non potevamo non agire a tutela dell’ente di cui ho la rappresentanza legale. Quando ci sono trasferimenti di denaro tutti hanno visto che può sempre entrare in gioco la Corte dei conti. Il problema è ancora lì. Ma sono contento che Iras abbia impostato un suo percorso per continuare ad esercitare la sua funzione, anche i dipendenti hanno avuto conferme e garanzie.

E tuttavia la sentenza Tar increspa ancor più le acque giù molto agitate all’interno della maggioranza che sostiene la giunta Gaffeo. Sempre più traballante e col Pd che rimarca come “adesso bisogna tornare subito a sedersi con Regione e commissario Iras per risolvere il problema Casa serena. Ed anche quello delle risorse che l’Iras ha sempre preteso e che erano state accantonate dal Comune. Nadia Romeo - presidente del consiglio comunale, e Nello Chendi, capogruppo consiliare dem - dicono che "la sentenza del Tar è una sconfitta per il Comune e la cosa non può essere motivo di soddisfazione. Ma di analisi sì, perché noi, come Pd, avevamo indicato la strada giusta, era quella della mozione Chendi-Aretusini della scorsa estate, aveva anche il parere favorevole. Eppure non si è voluto percorrerla. Anche la strada dei ricorsi poteva essere evitata, perché il primato deve essere sempre della politica, e quindi continuare a sedersi al tavolo del confronto. Adesso la speranza è che non si continui sulla via della contrapposizione, abbiamo visto che non porta buoni risultati. Il Comune poteva risparmiare risorse e non ritrovarsi un immobile, quello di Casa Serena, totalmente svuotato. Ora occorre trovare una soluzione, e occorre farlo dialogando con la Regione, vedendo se c’è ancora la possibilità di mantenere l’Iras in mano pubblica”.

Nadia Romeo spera che l’amministrazione comunale “non voglia impugnare la sentenza ed andare avanti con altri ricorsi spendendo altri soldi pubblici”. Chendi aggiunge che “Il Comune non ha voluto percorrere la via che avevamo indicato ed ora il rischio è che debba spendere ancora più soldi, invece il sindaco si era irrigidito in una posizione che avrebbe necessitato di maggior elasticità. Noi ci siamo battuti per mantenere il ruolo pubblico di Iras”: La posizione del Pd e del gruppo consiliare dem sarà definita durante incontri in programma oggi e domani.

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