VOCE
ROVIGO
25.01.2024 - 18:30
Michele Aretusini
"Il mio pensiero non è rivolto a chi va, ma a ciò che resta: una città devastata, piena di problemi irrisolti, nonostante gli annunci roboanti di questa amministrazione, che ha poi fallito su tutta la linea. Restano aperte partite cruciali per la città e i cittadini, che coinvolgono centinaia di lavoratori, tra l'altro. Penso a Iras, ma anche alla piscina, due questioni certo non semplici da gestire, ma che questa amministrazione è riuscita a complicare e aggravare".
E' il commento di Michele Aretusini, capogruppo della Lega in consiglio comunale a Rovigo, alla notizia delle dimissioni del sindaco Edoardo Gaffeo.
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"Al di là di queste problematiche di vasta portata - prosegue Aretusini - c'è poi il quotidiano, dove pure questa amministrazione si è dimostrata carente: penso, per esempio, alle frazioni e alle periferie, del tutto dimenticate. Ecco, quello che mi sento di dire è che chi verrà dopo Gaffeo si troverà una eredità pesantissima da gestire, e non certo in positivo. Occorre voltare pagina il prima possibile, segnare una discontinuità forte, riprenderci il capoluogo e metterlo nelle mani di chi davvero abbia a cuore Rovigo e i Rodigini".
"Prendiamo atto - dice Monica Gambardella, capogruppo della omonima lista civica, di opposizione - delle dimissioni del Sindaco Gaffeo che fino all'ultimo manca di rispetto ai cittadini, lascia una situazione peggiore di quella che ha trovato nonostante le somme disponibili, nonostante gli appoggi anche esterni e gli accordi proposti. Dopo aver perso ricorsi e aver dimostrato di non saper governare, imponendo le sue scelte ed azioni, lascia macerie. Gli effetti negativi si vedono già ora e ci vorranno anni per recuperare, per quanto sarà possibile".
"Cos'altro ci dobbiamo aspettare? Quale sarà il futuro per Rovigo? Se lo stanno chiedendo in tanti, traditi, delusi da promesse e da aspettative mal riposte. Rovigo non meritava questo: continue divergenze interne alla maggioranza, mancanza di dialogo con la città, mancanza di programmazione e condivisione, energie sprecate in contrasti e conflitti. Decisioni sbagliate, vedi Iras, Polo natatorio, mancato recupero dell'ex Maddalena e tanto altro. Oggi, se il Suo intento è ricandidarsi, quanto meno dovrebbe venire in Consiglio comunale".
"A Rovigo serve la Politica del Fare, collaborativa per creare una rete reale ed efficace, a servizio di Tutti; una Politica che risolva i tanti problemi; una Politica di vera sostanza. Mi auguro che presto il futuro di Rovigo sia roseo".
Si registra, poi, una ulteriore spaccatura nel Pd polesano, con l'intervento del Gruppo Generazioni Pd, che attacca i dem del capoluogo.
"Il Gruppo “Generazioni” del Partito Democratico della Provincia di Rovigo - spiega la nota stampa - così come già chiarito in precedenti occasioni pubbliche, esprime il più totale dissenso in merito all’agire del PD della Città di Rovigo rispetto all’amministrazione comunale, che ha sfiduciato ieri il sindaco Edoardo Gaffeo. Fin da ora, dunque, siamo a chiedere inequivocabilmente – a nome degli iscritti e dei simpatizzanti che questo Gruppo rappresenta – una piena assunzione di responsabilità da parte del gruppo “dirigente” del PD cittadino e provinciale che si sia trovato d’accordo con questa decisione".
"Condividiamo in tutto le parole pronunciate dal Sindaco in merito alla vicenda: stiamo parlando solo di “giochini” senza motivazioni politiche serie, bensì che guardano alla carriera personale di taluni, prese tra l’altro solo a mezzo stampa e spesso in modo assolutamente non condiviso; dappiù condividiamo il punto per cui tutti gli elettori ed iscritti al Partito Democratico non si meritino un tipo di gestione di questo tipo. Per la stragrande maggioranza, al contrario, abbiamo in mente un approccio completamente opposto rispetto a quello che viene manifestato da questi pochi presunti decisori".
"La vera priorità, chiarito questo, rimane senza dubbio la tutela della Città di Rovigo e dei rodigini, con le sue esigenze e la relativa programmazione, che il Pd di Rovigo ha deciso di far naufragare in modo del tutto cosciente, portando ad una impraticabilità politica evidente rispetto ad una maggioranza scelta 5 anni fa. Ancora una volta, così, siamo a chiedere un intervento pronto e deciso degli organismi nazionali e regionali del Partito, affinché possa pronunciarsi una comunità democratica – quella del PD della nostra Provincia – sana, seria e concreta. La piena responsabilità del gruppo “dirigente” locale va indiscutibilmente accertata, e soprattutto messa bianco su nero quanto alle persone che si ritengono distanti rispetto a questo modo di agire".
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