VOCE
ROVIGO
07.02.2024 - 21:00
È allarme inquinamento atmosferico. Smog alle stelle e qualità dell’aria pessima in tutto il Polesine, oltre che nel resto del Veneto. E ciò va ad intaccare anche la nostra salute. Lo dimostra l’aumento di persone che in questi giorni si sono rivolte ai medici di base per problemi alla gola, e non sono pochi gli sportivi che fanno attività all’aperto ad aver fatto ricorso alle visite per aver respirato troppo smog. E infatti i dati Arpav evidenziano che la concentrazione di polveri sottili, da almeno una settimana a Rovigo e provincia, è a livelli record. Bisogna intervenire per proteggersi e per cercare di migliorare le condizioni dell’ambiente circostante.
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A dirlo è il medico Francesco Noce, presidente dell'ordine dei medici di Rovigo, e presidente della federazione regionale degli ordini dei medici chirurghi del Veneto. L’unico elemento che può aiutare, soprattutto chi vuole praticare sport all’aria aperta anche nei giorni con maggiori livelli di pm10, è dotarsi di mascherina ffp2. Le polveri sottili sono un nemico piuttosto subdolo per l’essere umano ed è per questo motivo che sempre più bisognerebbe mirare ad un ambiente più sano, più pulito e meno inquinato, pensando in particolare alla Pianura Padana.
“Innanzitutto dobbiamo distinguere - dice il dottor Noce - le particelle tra pm 10 e pm 2.5. Le prime, con diametro più grande, colpiscono le alte vie aeree, ad esempio faringe, laringe e bronchi. Quando sono presenti in misura importante, possono causare bronchiti o polmoniti croniche a lungo andare. Più pericolose di queste sono le seconde che, essendo più piccole, possono penetrare negli alveoli, ovvero nelle piccole celle che sono nei polmoni, parti fondamentali del nostro corpo perché permettono lo scambio di ossigeno. Le particelle si possono così trasportare in tutte le parti del corpo, compreso il cervello, arrivando anche a danni molto gravi quali ictus, infarti e patologie importanti”.
E aggiunge: “Noi abbiamo circa trecento milioni di alveoli e scambiamo aria per circa 220mila litri al giorno. Questo significa che i nostri polmoni sono come una spugna. Se le piccole impurità passano nel sangue si possono causare patologie importanti. È opportuno comprendere, dunque, come difendersi per cercare di arginare il più possibile il problema. È importantissimo fare attività fisica all’aria aperta, magari andandoci meno durante i periodi in cui si viene a conoscenza del superamento del livello di soglia di polveri sottili. Qualora si stia in un ambiente atmosferico molto inquinato a lungo, può essere un aiuto dotarsi di mascherine, meglio se ffp2, che trattengono le particelle inferiori a 2.5. Il clima della Pianura Padana non avvantaggia, dato che con la nebbia tutte queste particelle vengono trattenute maggiormente. Si calcola che ogni giorno ci siano cento morti per inquinamento atmosferico da pm2.5 in Italia”.
L’ambiente viene inquinato da combustioni, riscaldamento, carburanti fossili, rotolamento delle gomme sull’asfalto. “Non dimentichiamo - ricorda Noce - che all’inquinamento esterno si aggiunge quello interno. Dobbiamo difenderci anche tra le mura domestiche evitando di aprire le finestre quando fuori ci sono alti livelli di pm10. Nei giorni in cui questi livelli non vengono raggiunti, bisogna arieggiare molto. Per chi ha bronchiti croniche, sarebbe utile dotarsi di purificatori di aria che non solo trattengono pm, ma anche acari, batteri e alcuni virus. Ovviamente, in ogni caso, è imprescindibile che sia doveroso smettere di fumare, quanto meno evitando il fumo negli ambienti interni”.
Anche l’assessore di Rovigo all’ambiente, Dina Merlo, ha ammesso che “servirebbero più misure per contrastare l’inquinamento atmosferico. In città cci sono le domeniche ecologiche e le attivazioni dei livelli di allerta. Servirebbe, però, allargare la responsabilità a molti altri enti per condividere misure più efficaci”.
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