VOCE
Rovigo
12.02.2024 - 06:00
Ultime 72 ore dell’amministrazione Gaffeo. Il conto alla rovescia, scattato poco più di due settimane fa con annuncio elle dimissioni da parte del sindaco, sta entrando nella sua fase finale. L’ora x scatterà formalmente alla mezzanotte e 1 secondo di giovedì 15 febbraio. Da quel momento, infatti, l’addio alla fascia tricolore di Edoardo Gaffeo sarà irrevocabile, determinando la fine del suo mandato di primo cittadino e della consiliatura stessa. Decadranno giunta comunale e consiglio comunale aprendo la strada al commissariamento. La scelta di indicare chi dovrà reggere il Comune fino alle elezioni del 9 giugno spetterà al prefetto d Rovigo Clemente di Nuzzo. Un traghettamento che durerà, quindi, poco meno di 4 mesi. Ma saranno 72 ore (ci sono ancora voci di un possibile ritiro delle dimissioni, ma il sindaco ha più volte riconfermato, e scritto, l’intenzione di non retrocedere) cariche di impegni e appuntamenti istituzionali, e probabilmente di nuovi scontri politici, con il caso piscine pronto a nuove scintille e incendi politici.
La crisi della maggioranza è stata innescata dalla scelta del Pd di uscire dalla coalizione di governo, una decisione che ha aperto il vaso di Pandora di accuse, critiche, polemiche all’interno del centrosinistra. Polemiche e crisi che hanno avuto il detonatore ultimo nel caso piscina: prima l’annuncio della chiusura fino ad aprile del polo natatorio e i lavori di manutenzione, e poi la messa in mora e le nuove indagini da parte della Corte dei conti sul project financing portato avanti per la costruzione dell’impianto sportivo di viale Porta Po. E proprio i lavori al polo natatorio, e l’atto di indirizzo per il bando di gestione saranno al centro del consiglio comunale di domani. Un consiglio a tempo quasi scaduto, necessario proprio per mettere sul piatto i fondi (680mila euro grazie ad una variazione di bilancio) e dare l’indirizzo per il bando. Ma si tratta di tematiche ad alto tasso di divisioni politiche. La minoranza contesta la scelta di inserire in un’unica delibera, che sarà sottoposta ai consiglieri, sia la variazione di bilancio che l’atto di indirizzo per il bando. E per questo ha raccolto le firme per chiedere di scorporare il voto in due, prima l’atto di indirizzo e poi i lavori di manutenzione.
Una decisione dovrebbe essere presa nella riunione della commissione consiliare prevista per oggi alle 16.30. Un incontro dove lo scontro potrebbe trovare nuova benzina per alimentare le fiamme. L’assessore allo sport, Mattia Milan continua a ripetere che “l’atto di indirizzo spetta al consiglio in quanto si tratta di una prima concessione della gestione del polo natatorio. Un impianto, tra le altre cose, che proviene da una gestione finita con un fallimento. Per questo serve un voto del consiglio, come è anche indicato dal regolamento comunale. Non fare in questo modo potrebbe aprire la via a successivi ricorsi”.
Insomma l’amministrazione comunale va avanti con la delibera unica. A questo punto la domanda è sul perché il centrodestra punta tutto sul doppio voto. Un eventuale esito non univoco, bocciatura di una parte e approvazione dell’altra, cosa innescherebbe? Il blocco della parte non approvata (l’atto di indirizzo del consiglio, contestato dalla minoranza)? E con quali conseguenze? Probabilmente sarà anche questo il tema del dibattito in commissione consiliare.
Tre giorni ricchi di incognite, quindi. Al consiglio comunale di domani, inoltre, si tornerà anche a parlare di Iras, con la mozione presentata dalla consigliera del Pd Margherita Balzan per chiedere la convocazione del tavolo prefettizio. In ogni caso il voto avrà poca o nessuna possibilità di concretizzazione, in quanto nel giro di poche ore l’amministrazione finirà, e con essa ogni possibile indirizzo politico per il sindaco.
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