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L’EVENTO

Agnelli porta le pentole al Rotary

Il presidente Stefano Mazzuccato: “Una bella storia dell’imprenditoria italiana”

Agnelli porta le pentole al Rotary

Dicono che il diavolo faccia le pentole, ma non i coperchi. Questa volta però a farle, le pentole, è un Angelo. Un gioco di parole per dire che al Rotary Club di Porto Viro è stato protagonista, giovedì sera scorso alle Magnolie di Papozze, Angelo Agnelli, erede di una delle più grandi famiglie legate al mondo dell’alluminio, dell’acciaio e della siderurgia in generale, fondata dall’avo Baldassarre nel 1907.

Il gusto per le cose belle e ben fatte, che rispecchia il titolo del ciclo d’incontri organizzato dal Rotary Club, e poi il rispetto per la tradizione, la passione nel ricercare sempre nuove sfide e l’orgoglio di appartenere ad una grande famiglia e ad una solida azienda. Questo, e molti altri spunti di riflessione, sono stati lanciati da Agnelli durante la conviviale del Rotary Club di Porto Viro. Erede, come detto, di una delle grandi famiglie dell’acciaio italiano e però, come ama definirsi lui, un artigiano. Un’artigianalità che, appunto, opera attorno al mondo della siderurgia e che viene declinato in moltissimi ambiti tra i più noti il design e la realizzazione di pentole d’autore.

A parlare della serata il presidente del Rotary, Stefano Mazzuccato. “Angelo ci ha raccontato la storia della sua famiglia che, come tante altre belle storie dell’imprenditoria italiana, è spesso piena di avversità - le parole di Mazzuccato - qualche difficoltà iniziale, certo, ma che ciononostante hanno condotto sempre al successo e all’amore per il prodotto finale, la cura nel dettaglio e un grande rispetto per i propri collaboratori che sono un motore inarrestabile”.

Una storia che ha suscitato tanto interesse nei soci e molte domande. Tra le più emblematiche quelle sullo stato di salute dell’economia italiana e sulle prospettive future per chi fa industria oggi a cui, Angelo Agnelli, ha risposto deciso: “Oggi lo sforzo mio e di tanti colleghi è quello di restare in Italia e continuare qui a fare le cose che sappiamo fare meglio di chiunque altro. Un impegno grande, faticoso ma necessario”.

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