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Sempre più multe

Nel capoluogo verbali in aumento del 7%, nel resto del Veneto svetta Padova con 21 milioni

Sempre più multe

A Rovigo 3milioni e 100mila euro dai proventi delle multe. Ma il capoluogo polesano è solo al penultimo posto delle città venete per proventi da multe nei bilancio dei Comuni capoluoghi. Ma attenzione il puro dato numerico è relativo (legato anche e soprattutto alla dimensione della città e al numero dei residenti).

E infatti Rovigo balza ai vertici in Veneto, e anche a livello nazionale, per proventi da multe in rapporto alla popolazione. Per Rovigo, infatti, nel 2023 ci sono 61,8 euro pro capite da multe per infrazioni al codice della strada, e quindi multe da autovelox ma non solo. Per Rovigo gli incassi sono stati di 3,1 milioni di euro, con un aumento del 7,3%. Automobilisti indisciplinati, quindi, ma i numeri dipendono anche da altri fattori, come il posizionamento degli autovelox ed altro.

E’ quanto è emerso nei giorni scorsi dallo studio condotto dal quotidiano IlSole24 Ore, che ha elaborato i dati del sistema telematico del Ministero dell'economia che censisce i movimenti delle casse nelle pubbliche amministrazioni (Siope). Nel 2023 la città veneta che ha incassato di più è stata Padova, con 21,3 milioni, e una crescita rispetto al 2022 del 29% (la più alta in Veneto). Padova è anche prima nel dato pro capite, con 103 euro di incasso per multe per ogni singolo residente. Verona è al secondo posto (20,6 milioni e 80 pro capite), mentre al terzo posto c'è Venezia con 14,4 milioni incamerati da sanzioni (-7,8% rispetto al 2022 e una media di 57,3 euro ad abitante). Al quarto posto in regione c'è Vicenza con 6,2 milioni (in crescita del 19,4% rispetto all'anno precedente e con una media di 56,6 euro ad abitante). Quinta è Treviso con 5 milioni di euro (-10,5% rispetto al 2022 e una media di 59,1 euro spesi pro capite) e chiudono la classifica Rovigo con 3,1 milioni (+7,3% in un anno e 61 euro di media per abitante) e Belluno con 600mila euro riscossi attraverso le multe (-22% rispetto al 2022 e una spesa media per residente di 18 euro).

Ma il boom di multe è stato a livello nazionale, e nel 2023 ha segnato una crescita del 6,4% sull’anno precedente e del 23,7% rispetto al 2019, prima dell'arrivo del Covid. Una stangata che è varia anche da città in città. In alcuni comuni gli incassi, se confrontati con il numero degli abitanti, fa registrare importi pro capite superiori a 100 euro l'anno.

E' così a Firenze (198,6 euro) dove a pagare sono anche i molti turisti, ma anche a Rieti (151,3 euro), Siena (133,5 euro), Potenza (120,7 euro) Milano (108,1 euro), Padova (103,2 euro).

A calcolare l'impatto è stato IlSole24Ore con una classifica che di fatto dipende da molti fattori. Non solo dal maggior numero di spostamenti, dai controlli o dalle infrazioni commesse ma anche dall'inflazione e dalla capacità di riscuotere velocemente. La geografia delle multe vede in testa il Centro Nord, più efficiente nel riscuotere: nel complesso 'pesa' per l'84,3% del totale pagato. Il tasso di riscossione - ad esempio - è al 63,7% a Bologna che è la città al centro delle polemiche per il limite a 30 km orari e che ha 81,5 euro di multe pro-capite. Lo stesso indicatore crolla invece al 14% di Napoli e al 12,2% di Palermo. Se si guarda invece agli incrementi è chiaro che le multe sono in rapida crescita nei municipi più piccoli. Quelli che non arrivano a 10mila abitanti, hanno riscosso lo scorso anno 238,6 milioni di euro in multe, con impennate che in quattro anni viaggiano intorno al +50% per arrivare al +59,7% nella fascia fra 2 e 5mila abitanti.

A pesare, soprattutto nei comuni più piccoli, non sono le multe per i divieti di sosta, fenomeno ovviamente marginale nei centri minori, ma gli autovelox. E' di qualche settimana fa la statistica elaborata dal Codacons sui dati del ministero dell'Interno che vede l'Italia in testa in Europa per il numero di rilevatori lungo le strade: 11.130 mila apparecchi contro i 7.700 della Gran Bretagna, i 4.700 della Germania, i 3.780 della Francia. Un tema, quello degli autovelox al centro dell'attenzione non solo di Fleximan (che li abbatte utilizzando il flessibile) ma anche del Ministero delle infrastrutture e trasporti. “Come ministero siamo impegnati per limitare il moltiplicarsi degli auto-velox faidate ovunque - interviene il ministro Matteo Salvini - Sono utili nei punti e nelle strade più a rischio ma non possono essere piazzati ovunque solo per tartassare lavoratori e automobilisti”.

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Commenti all'articolo

  • diduve

    21 Febbraio 2024 - 01:01

    Poi ci si lamenta se fioriscono i fleximan...

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