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In piazza la rabbia degli agricoltori

Incontro con il sindaco Pizzoli: “Settore che va difeso”. E il Comune convoca il Tavolo verde

In piazza la rabbia degli agricoltori

Trattori in piazza a Porto Tolle. Ieri mattina in largo Europa si è svolta la manifestazione del mondo agricolo locale. Un atto di protesta che si aggiunge alle decine in svolgimento su tutto territorio italiano, a sostegno della manifestazione in corso a Roma.

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Una quarantina gli operatori agricoli scesi in piazza con i loro trattori, in rappresentanza del settore primario portotollese; presenti anche agricoltori della confinante Taglio di Po. Tra le richieste degli agricoltori: lo stop alle importazioni di cibi extracomunitari senza controllo sul piano sanitario e ambientale, una revisione della Pac che tuteli il reddito e accompagni la crescita delle imprese agricole, la tutela delle produzioni nazionali, anche attraverso le indicazioni sui prodotti.

A farsi portavoce dei radunati Derri Zanellati e Enrico Zanellati, entrambi agricoltori di Ca’ Mello, che hanno rappresentato al sindaco Roberto Pizzoli la frustrazione di un settore già da tempo in crisi.

Derri Zanellati, che coltiva riso, barbabietola, grano, mais, soia ed erba medica, ha espresso preoccupazione riguardo le politiche comunitarie sempre più stringenti: “La nostra manifestazione vuole essere un segnale per sensibilizzare la cittadinanza e fare appello al Governo affinché trovi delle soluzioni che ci consentano di continuare a lavorare. I costi di produzione sono diventati insostenibili, tra i prezzi elevati dei fertilizzanti e del carburante. Poi accade che ai banchi del supermercato al nostro prodotto, coltivato secondo le normative vigenti, vengano preferiti alimenti importati da Paesi extraeuropei che fanno ampio uso di fitofarmaci, ma che costano ovviamente di meno”.

Enrico Zanellati (Zio Oland sui social), coltivatore di foraggi, cereali e frutta, ha spiegato che oltre alla concorrenza sleale pesa il divario tra il guadagno del produttore e il prezzo finale: “Altro tema è l’enorme forbice che c’è tra quanto viene pagato ai produttori e il prezzo del prodotto venduto al dettaglio. Sia per il latte che per la frutta. Quello che chiediamo è una giusta remunerazione anche per mantenere quella qualità del prodotto italiano di cui tutti facciamo vanto. Servirebbe una legislazione europea che tuteli il valore lungo tutta la filiera”.

Entrambi gli agricoltori hanno inoltre espresso forte dissenso riguardo il cosiddetto Farm to Fork, ovvero il piano di transizione ecologica per l’agricoltura concordato dai Governi europei: “Le normative impongono che il 4% dei terreni nelle nostre imprese agricole sia lasciato a riposo. Ciò significa di fatto stringere ulteriormente la morsa in cui ci troviamo schiacciati e per cui rischiamo di soffocare”.

Il sindaco Pizzoli ha espresso la vicinanza dell’amministrazione agli agricoltori: “Sono intervenuto per esprimere loro solidarietà, condividendo le loro preoccupazioni. Il settore agricolo è di fondamentale importanza per il nostro territorio, è un settore strategico che va difeso, aiutato e sostenuto”.

L’assessore alle politiche agricole Tania Bertaggia ha aggiunto: “Esprimo il totale sostegno al settore agricolo e agli agricoltori che questa mattina hanno voluto far sentire la loro voce anche nel nostro Comune. L’agricoltura insieme alla pesca rappresenta il settore economico primario del nostro territorio, espressione di identità e cultura locali, che si distingue per la produzione di prodotti eccellenti come ad esempio il riso, ma ci sono molti altri prodotti di qualità straordinaria dovuta alle peculiarità del territorio. Gli imprenditori agricoli devono affrontare molte sfide come il cambiamento climatico, l’aumento dei costi di produzione, contraffazione di prodotti. E’ fondamentale adottare politiche di sostegno agli investimenti aziendali, volte anche a favorire i giovani, in un quadro di regole certe non penalizzanti e dirette a garantire una concorrenza leale. Preannuncio l’imminente convocazione del Tavolo verde per discutere queste tematiche”.

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Commenti all'articolo

  • frank1

    21 Febbraio 2024 - 12:08

    se devono puntare il dito in cerca del colpevole della loro crisi,lo puntino verso l'europa!! da li' sono partiti tutti i mali..per cominciare dalle quote latte,pe rpassare dall'olio tunisino,per finire (forse) alla pesca delle vongole e molluschi.

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