Cerca

porto viro

Grande mobilitazione anti trivelle

Il comitato prosegue la raccolta firme: “Nessuna garanzia data per il nostro territorio”

Grande mobilitazione anti trivelle

Il comitato “No Trivelle” raccoglie le firme contro le estrazioni di gas con Italia Nostra.

Per approfondire leggi anche:

Dopo la partecipata manifestazione della scorsa settimana ad Adria ( foto principale in pagina), il comitato “No Trivelle”, nella mattinata di sabato con alcuni volontari, si è ritrovato in piazza Marconi a Donada per raccogliere le firme da inviare poi al presidente Mattarella, entro il 5 marzo, per chiedere che non venga promulgata la legge che permetterebbe il posizionamento delle tanto contestate trivelle, al largo del mare Adriatico, non lontano dalle nostre coste polesane.

“Siamo forse un po' in ritardo – fanno sapere gli organizzatori - ma questa raccolta rimane comunque un segno del fatto che anche in paese molti sono contrari e, anzi, auspichiamo che anche il Comune nel prossimo ordine del giorno, si dichiari contrario alle trivelle”.

L’Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione, Italia Nostra, sezione di Rovigo, invierà le firme raccolte al presidente della Repubblica, chiedendo che non venga promulgata questa legge.

“Con questa legge si avvicina ancora di più la minaccia di nuove estrazioni nell'area del Delta del Po Veneto – si legge nella missiva che verrà inviata - Tutto questo nonostante le valutazioni alle quali è giunto il Tavolo Tecnico Idrocarburi istituito dalla Regione Veneto con docenti delle Università di Padova e Venezia e ricercatori del Cnr, che ha analizzato tutti gli aspetti della questione, da quello economico a quello ambientale, passando da quelli geologico ed energetico, pervenendo il 16 ottobre scorso ad esiti inequivocabili. Premesso che l'interesse legato alle estrazioni ‘non è compatibile’ con la tutela ambientale e socioeconomica del Polesine e del Delta del Po e che quindi è ‘inaccettabile’ qualsiasi incremento di subsidenza connessa all'estrazione di gas metano in Alto Adriatico, vi sono allo stato ‘carenze conoscitive’ che ‘non consentono di escludere effetti significativi sull'ambiente marino e costiero del Polesine e del delta del Po’”.

“Gli otto esperti incaricati hanno dunque sottolineato come proprio dal Mase non sia giunta alcuna garanzia scientifica sulla non invasività delle trivellazioni, in un territorio fragile che ha già pagato un pesante tributo in termini di sicurezza idrogeologica alle estrazioni di gas fermate all'inizio degli anni '60 proprio per l'evidenza del fenomeno della subsidenza indotta con abbassamenti del terreno medi di 2 metri con punte di 4. Il rischio è che anche un ulteriore minimo abbassamento del territorio, combinato con l'innalzamento del livello del mare dovuto al cambiamento climatico, porti a non rendere più gestibile il lavoro dei consorzi di bonifica, danneggi l'ambiente, le attività economiche importanti quali il turismo per l'erosione delle spiagge, la mitilicoltura e l'agricoltura per l'ingresso del mare in aree sempre più vaste. Insomma, governo e parlamento italiani hanno deciso che il Delta del Po dev'essere l'area meno tutelata al mondo – concludono - Italia Nostra sezione di Rovigo chiede a Lei Signor Presidente della Repubblica che questa legge non venga promulgata”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400