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Allerta maltempo

“Disastro evitato con le opere fatte”

Assessore Bottacin: “I bacini hanno salvato a monte e a valle”. Il Nobel per l’Acqua: “Si può fare di più”

“Disastro evitato con le opere fatte”

“Abbiamo dimostrato in questi giorni che le opere che ho seguito personalmente in questi ultimi nove anni della mia vita col massimo dell’impegno sono servite a evitare che Vicenza avesse un allagamento come quello che c’è stato nel 2010 con milioni e milioni di metri cubi d’acqua che sono stati trattenuti a monte grazie ai bacini di laminazione che abbiamo realizzato. In modo particolare quello di Caldogno e quello di Orolo oltre a quello di Montebello che ha preservato altri centri abitati del territorio del Veneto a valle”. Lo ha ribadito con orgoglio a Rovigo l’assessore regionale all’Ambiente, al Clima e alla Protezione civile, Gianpaolo Bottacin.

L’uomo dei cambiamenti climatici a Palazzo Balbi ha aggiunto rivolgendosi ai vari comitati del “No”: “Questo significa che le opere che noi proponiamo sono assolutamente efficaci. Spiace che ci siano sempre comitati e persone che osteggiano queste opere dicendo che devastano il territorio e l'ambiente. Io credo che invece abbiano dimostrato sul campo anzi non lo credo è un dato oggettivo hanno salvato interi centri abitati questi sono dati oggettivi di fronte a questo io credo che l'incolumità pubblica debba avvenire prima di qualsiasi altra cosa”.

La Regione fa tanto, e deve ancora fare di più per tutelare il territorio dal rischio idrogeologico secondo Andrea Rinaldo, premio Nobel per l’Acqua, ieri a Rovigo “centro naturale di tutti gli studi e l’innovazione che riguarda i cambiamenti climatici e la gestione dell’acqua”. “Per le nostre regioni, per le nostre città - dice Rinaldo - bisogna fare quello che sta facendo Rovigo, cioè bisogna studiare. Bisogna occuparsene del rischio idrogeologico e non aspettare e farci su una bella dormita, aspettando che tutto passi. E’ un momento complicato, perché il clima sta cambiando rapidamente e dobbiamo cambiare noi abitudini, tradizioni, usi e luoghi. La Regione Veneto ha fatto molto in questi anni ma deve ancora fare di più in un territorio molto particolare. Quello che è accaduto a Vicenza in questi giorni è emblematico di tante cose ed è bene discuterne sempre”.

Bottacin non abbassa la guardia in questi giorni: “Pioverà ancora domani (oggi per chi legge) poi ci sarà una tregua nella giornata di sabato, ma tornerà a la pioggia, fino a lunedì. Ma saranno fenomeni meno intensi. Attenzione assoluta ancora a Padova. Ci stiamo accingendo a svuotare i bacini di laminazione che abbiamo riempito con il primo evento, in modo che qualora le piogge dovessero essere particolarmente impattanti, si possano invasare quantità d'acqua ulteriori per poter preservare tutti i territori che stanno a valle. Ricordo che i bacini di laminazione a monte di Vicenza stanno preservando anche tutto il territorio padovano”.

Per il Nobel Rinaldo Rovigo è il centro di questo cambiamento. “Io ringrazio l’università di Padova che sostiene il centro studi sui cambiamenti climatici nato qui a Rovigo e ringrazio anche la Fondazione Cariparo che lo ha finanziato. Questa è una giusta visione che guarda nella direzione corretta e guarda al futuro. Il tema è creare una cultura che sia in grado di completare la tradizione idraulica come quella rodigina che ha più di 150 anni di esperienza. Si vede l’attenzione anche vedendo la partecipazione della città a eventi come la premiazione delle tesi di laurea sull’acqua. Sono felice ogni volta e orgoglioso di aver contribuito in parte microscopica dall’inizio alla nascita di questo centro. Il vero problema è, vista la vocazione internazionale di questo centro sono i visti internazionali. Difficile portare qui degli studenti stranieri”.

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