Cerca

verso l’8 marzo

La mimosa non basta più

“Contrastare il gender gap”, “educare i giovani ed investire su un salto culturale”

La mimosa non basta più

Si avvicina la giornata internazionale per la donna dell’8 marzo, ma le mimose, per donne di tutte le età, non basta più.

C’è bisogno di ripensare collettivamente all’uguaglianza sociale, alle pari opportunità concrete a livello economico e lavorativo che sembrano ancora così lontane all’orizzonte, anche in un Paese sviluppato come il nostro. C’è chi ancora sente il peso di questo gender gap, a partire dal luogo di lavoro e c’è chi pensa che siano le nuove generazioni ad essere speranza per un vero cambiamento verso il futuro.

Dice infatti Silvia: “Il peso della non uguaglianza, soprattutto sul piano lavorativo ed economico, si sente ancora molto. Bisogna combattere, alzare la voce per affermare i propri diritti perché è il momento giusto per farlo e perché occorre sempre più che non ci siano differenze di tal sorta. Lo dico da medico e sappiamo come nel mondo della medicina il maschilismo sia piuttosto imperante ancora. Ciò non deve più esserci: chi mi dice che una donna non abbia anche più competenze di un uomo? Non c’è nessuno a determinarlo, solo bisognerebbe essere tutti sullo stesso piano”.

Per Maurizia, l’unica soluzione è investire sul futuro dei più piccoli e commenta: “La situazione di certo è ancora grave e vediamo l’uguaglianza soltanto come un miraggio. Ad essa ci si arriverà ancora tra tanti anni. Nel frattempo, l’unica cosa che possiamo fare concretamente è educare, iniziare a far riconoscere ai più piccoli che non c’è alcuna distinzione tra uomo e donna, tra ruoli nella famiglia e nel mondo del lavoro. È nell’educazione a scuola e nella famiglia che si può fare un passo in avanti. Lo dico da mamma di due figlie femmine e di un maschio”.

Anche per Flavia l’obiettivo devono essere i giovani e aggiunge: “Ciò che oggi possiamo fare è investire sui giovani. Sono loro il nostro futuro, ormai i più datati si fa fatica a smuoverli da certe posizioni. Il lavoro sull’uguaglianza si fa con loro e per loro, perché sempre più il mondo diventi a misura di tutti, uomini e donne sullo stesso piano”.

A concludere è Camelia che dice: “Penso che le donne debbano unirsi, debbano parlare insieme, costituire dei gruppi di ascolto in cui comunicare tutti questi problemi. L’unione fa la forza, tanto a livello sociale quanto a livello istituzionale”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400