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Piove, ma resta il rischio siccità

Secchieri: “In montagna ‘neve calda’, dura poco poi torna l’aridità. Riserve idriche in pericolo”

Piove, ma resta il rischio siccità

Maltempo, pioggia e neve ormai da giorni stanno colpendo tutto il Veneto ma, secondo gli esperti del settore, questo non basta a definirci “fuori” dall’emergenza idrica. A confermarlo è Franco Secchieri, glaciologo ed esperto di montagna, che nel suo curriculum vanta diverse spedizioni alpinistiche in Himalaya e numerosi libri, studi ed articoli sull’emergenza ghiacciai. Secchieri spiega come il fattore “neve e ghiacciai” sia strettamente legato alla salute del territorio polesano: “Il nostro territorio - le sue parole - è fortunato ad avere tanta acqua, a volte anche troppa, proprio perché ci sono le montagne. In estate, senza la presenza di fiumi come Adige e Po, la pianura padana vivrebbe grandi problemi di siccità”.

Da tempo gli specialisti del settore hanno lanciato l’allarme a causa dei grandi cambiamenti climatici in essere. “E le previsioni - specifica - non sono belle”. Dalle ghiacciate estreme degli anni ’80 fino ad arrivare al cuneo salino di 20 chilometri del 2022 che ha messo in ginocchio il Basso Polesine: “Gli eventi meteorologici che fanno parte di un ciclo climatico sono legati a determinate condizioni - aggiunge Secchieri - ad esempio la nebbia del Polesine non si vede da molto tempo, così come certe nevicate. A preoccupare di più, però è quanto sta accadendo nelle montagne dove la riserva idrica sotto forma solida si sta consumando. Problema che associato ad altri eventi, stanno caratterizzando questa fase di cambiamento climatico”.

Cambiamenti climatici che non vanno considerati nel breve termine ma, come spiega, in un lasso di tempo molto ampio. “Per i climatologi l’unita di misura del tempo sono i 30 anni, quindi si pesano gli episodi che si verificano nel lungo tempo - dice - episodi di un certo tipo si possono verificare improvvisamente a prescindere dal contesto climatico, ne sono esempio le piogge di questi giorni”. Non solo la pioggia però, ha interessato la nostra regione, abbondanti anche le nevicati nelle zone montane e pedemontane.

Abbiamo visto abbondanti nevicate in questi giorni - dice - ma è una neve che noi chiamiamo ‘calda’, che non durerà a lungo. Basteranno un paio di giorni per vederla sciogliersi e le montagne torneranno quasi aride”. Il global change ormai interessa tutto il pianeta, anche ad altissime latitudini. “Gli stessi ghiacci artici e antartici si stanno sciogliendo - spiega - nel Karakorum, nelle catene del Sud America, stanno arretrando. Uno dei fatti più gravi che ci riguarda direttamente è il simbolo delle montagne venete, la Marmolada, dove 40 anni fa era presente un importante ghiacciaio sul versante nord, mentre oggi si sta consumando. Non è solo un fatto grave a livello paesaggistico, ma una conferma che la riserva d’acqua si sta consumando, mettendo in pericolo l’agricoltura”.

Difficile prevedere cosa ci riserverà il futuro perché non esistono strumenti scientifici che possano dire con esattezza cosa accadrà. “Possiamo solo dire che il trend è orientato verso maggiori temperature estive e minori precipitazioni e che questa fase negli anni potrebbe continuare - conclude Secchieri - creando disagi sul fattore acqua con periodi in cui ce ne sarà troppa e altri in cui ce ne sarà troppo poca. Problematiche che andrebbero affrontate con una sinergia tra scienza e politica creando un dialogo costruttivo per trovare soluzioni”.

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