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Cna Padova e Rovigo

Parità di genere certificata

L'associazione di categoria ottiene l'importante riconoscimento. E' tra le prime

Parità di genere certificata

La Cna di Padova e Rovigo, tra le prime organizzazioni di pari complessità in tutto il Nordest, ottiene la Certificazione per la Parità di Genere, un riconoscimento assegnato alle organizzazioni che dimostrano di avere politiche e pratiche volte a promuovere l'uguaglianza di genere all'interno della propria struttura. 

Per ottenerlo è necessario affrontare un complesso percorso di audit che indaga una serie di aree tematiche, dalla tutela della genitorialità ai processi di selezione del personale,  dall’equità remunerativa ai processi di crescita.

"Abbiamo scelto di coinvolgere in questo percorso tutte le le società che fanno capo a Cna Padova  Rovigo - spiega Michela Babolin, Dirigente Risorse Umane, Organizzazione Servizi alle Imprese di Cna Padova e Rovigo – Abbiamo ottenuto quindi la certificazione per la Parità di Genere non solo per l’associazione ma anche per il nostro Caf Imprese, per il nostro Ente di Formazione TeCNA per Servizi CNA Srl e per Igesa Srl. Lo abbiamo fatto così da estendere le modalità organizzative che la Certificazione prevede a tutti gli uffici che fanno capo al nostro sistema garantendo a alle donne e agli uomini che lavorano in Cna i medesimi vantaggi e condizioni".

 Un percorso reso naturale dalla forte presenza femminile (circa il 77% dell’organizzazione) che da sempre contraddistingue la Cna di Padova e Rovigo. Sono donne 12 responsabili di sede su 19 come pure 8 responsabili d’area su 11. Tra i dirigenti il rapporto donne-uomini è di 1 a 1 (in pratica ci sono 2 uomini e 2 donne). Questa evoluzione è conseguente a quella che il sistema economico e produttivo del territorio di riferimento sta affrontando in questi anni.

 

"In Cna di Padova e Rovigo – spiega Emanuela Carlini, presidente Cna di Adria – abbiamo da sempre delle politiche per evitare la discriminazione di genere e per favorire la conciliazione casa lavoro, come la possibilità di avere il part time al rientro dalla maternità e la flessibilità oraria in alcuni giorni della settimana. Quando si è presentata la possibilità di certificare il nostro impegno per l’inclusione delle donne ci è sembrato giusto e anche bello cogliere questa opportunità. In concreto, la certificazione ha richiesto di codificare alcuni processi e procedure che già esistevano ma erano meno definiti. Ora le abbiamo fissate in forma scritta, rendendole parte del patrimonio anche organizzativo dell’associazione". 

"Il percorso di certificazione – continua Carlini – ci ha dato inoltre l’opportunità di migliorare in alcuni specifici contesti: per quanto riguarda il linguaggio ad esempio, avevamo già alcune buone pratiche ma ora abbiamo formalizzato delle linee guida con specifiche indicazioni per l’uso corretto del genere grammaticale nel linguaggio. O ancora, grazie al percorso di certificazione abbiamo avviato un’indagine interna sul clima aziendale: il risultato emerso è positivo e certifica non solo l’assenza di comportamenti discriminatori ma anche un generale benessere organizzativo". 

"Siamo davvero orgogliosi di presentare questo importante traguardo – conclude Carlini – è un segno tangibile del nostro impegno, ma rappresenta anche un incoraggiamento a proseguire nel nostro percorso verso un'organizzazione sempre più equa e rispettosa delle diversità di genere".

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Commenti all'articolo

  • diduve

    06 Marzo 2024 - 15:51

    Siamo gia' pari nel GENERE.. . GENERE UMANO. Poi riguardo al sesso ci sono i maschi e le femmine..

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