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verso la giornata della donna

“Parità, servono azioni concrete”

L’assessore regionale: “Occorre incidere sui processi culturali e rimuovere gli ostacoli”

“Parità, servono azioni concrete”

L’assessore regionale del Veneto Elena Donazzan interviene per la festa della Donna. Più che di festa però occorre parlare di Giornata internazionale della donna.

“Migliorare la qualità della vita delle persone - dice Donazzan - è l’obiettivo che ci siamo dati come assessorato e come regione del Veneto, quando parliamo dell'entrata nel mondo del lavoro e dei servizi, in questo caso per le donne che ancora, nonostante festeggiamo l'otto marzo e nonostante ci sia questo momento di grande visibilità, ancora scontano troppe differenze. Sono differenze che riguardano la natura dell’essere donna: quindi lasciano un lavoro quando diventano madri e perdiamo così delle opportunità, perdiamo dei talenti. Le donne sono spesso discriminate ancora oggi e abbiamo una legge che vuole puntare il faro sulla diversità di pagamento e di retribuzione”.

L’assessore regionale si focalizza poi su tutti quei servizi che, ancora oggi, mancano alle donne stesse. “Un mondo femminile è il Veneto delle donne, l'iniziativa di qualche anno fa che è stata molto valorizzata dai territori. Tutto questo è una comunità educante anche in questo caso che prende e dice: la donna è un valore? sì lo è. E’ ancora fuori dal mercato del lavoro? purtroppo sì. E allora che cosa possiamo fare per togliere questi impedimenti? - si chiede Donazzan - Ci sono aspetti culturali, ci sono aspetti di servizi e con il fondo sociale europeo abbiamo fatto diverse iniziative proprio questo senso”.

“Sul tema della parità retributiva è necessario intervenire con un approccio a tutto tondo, non solo normativo, ma anche culturale e formativo. Troppe leggi, troppe misure di controllo annunciate, invece di agevolare un processo culturale, lo hanno bloccato. Personalmente non credo che con una legge si possa risolvere questo tema annoso. Penso invece, e agisco di conseguenza, che si debba lavorare su processi culturali, rimozione di ostacoli, sostegno alla vita professionale della donna. Ho dato parere favorevole alla legge 3/22 ‘Disposizioni per la promozione della parità retributiva tra donne e uomini e il sostegno all’occupazione femminile stabile e di qualità’, proposta dalla collega Camani, nonostante non la creda particolarmente incisiva ed efficace. Abbiamo dato invece grande spazio all’attività di divulgazione sul territorio a partire dalle scelte strategiche operate ben prima della legge del 3/22, quando abbiamo scritto, nella nuova programmazione comunitaria, le misure e gli obiettivi da raggiungere proprio sul tema dell’inclusione della donna nella vita attiva professionale, lavorativa, familiare".

"Basti pensare alla direttiva ‘Pari - Progetti e azioni di rete innovativi per la parità e l’equilibrio di genere’, con cui abbiamo stanziato 9.960mila euro di risorse per la realizzazione di progetti territoriali, in corso di sviluppo tra il 2023 e il 2025, per la parità e l’equilibrio di genere, di contrasto agli stereotipi e alle discriminazioni di genere, allo scopo di migliorare l’occupazione femminile in Veneto. O ancora alla campagna informativa ‘Equamente al Lavoro - Cambia prospettiva’, con convegni territoriali e formazione mirata nelle scuole, per un impegno complessivo di 80mila euro. Queste sono misure concrete, il resto sembra solo l’occasione per usare la giornata dell’8 marzo per asserire di essere più bravi e accusare la maggioranza, e in particolare la sottoscritta, di fare poco o nulla”.

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