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COMUNE DI ROVIGO

“S’è intascato 3mila euro” ma il dipendente è assolto

Un tecnicismo rende insostenibile l'imputazione

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L’accusa era quella di essersi intascato circa 3mila euro, domandando a quanti si presentavano in Comune a Rovigo per il rilascio della carta di identità elettronica 23 euro, per “diritti di segreteria”.

Richiesta infondata, dal momento che, in quella fase, relativa alla prenotazione, nulla era dovuto. Il tutto sarebbe avvenuto, in 131 casi, per un totale di circa 3mila euro durante alcuni mesi del 2021. Dopo la segnalazione di un utente, che aveva subodorato qualcosa di strano, il dipendente comunale era stato trasferito ed era stato avviato il procedimento penale che lo ha portato a giudizio, con l’ipotesi di reato di peculato.

Ipotesi di reato che, però, è clamorosamente crollata nel corso del dibattimento, nel quale il Comune era costituito parte civile, domandando un risarcimento di 10mila euro. L’imputato è stato, infatti, assolto. Per capire la decisione dei giudici sarà necessario attendere il deposito delle motivazioni.

Da parte sua, comunque, la difesa, affidata all’avvocato Katiuscia Carravieri, ha sottolineato come, non essendo i 23 euro dovuti all’atto della prenotazione, in realtà la eventuale parte offesa non fosse il Comune, bensì gli utenti, e come il reato non potesse quindi essere quello di peculato, ma quello di truffa. Procedibile, però, a querela. Peccato che nessuna querela sia stata depositata dagli utenti.

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Commenti all'articolo

  • frank1

    09 Marzo 2024 - 08:03

    Non avevamo dubbi in merito!!nella pa funziona cosi'..anzi,sicuramente quel dipedendente avra' avuto un posto migliore...anche di stipendio!!l'italiett delle conquiste,non dico quali,va avanti

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