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“Sulla Zls un ritardo vergognoso”

L'assessore Marcato e il vicepresidente Gambato: “Si parla solo delle Zes del Sud. I parlamentari veneti si devono far sentire. Pronti a proteste eclatanti”

“Sulla Zls un ritardo vergognoso”

L'assessore regionale allo Sviluppo Economico Roberto Marcato

“Si parla solo delle Zes del Sud. I parlamentari veneti si devono far sentire. Pronti a proteste eclatanti”

ROVIGO - “E’ una vergogna”. L’assessore regionale allo sviluppo economico, Roberto Marcato lo scandisce senza esitazioni ed aggiunge che è ora che “tutti i veneti facciano sentire la propria voce con il governo, e con i propri rappresentanti al Parlamento perché i ritardi della Zls sono inaccettabili”. L’assessore regionale, quindi, condivide e rilancia i timori di Paolo Armenio, vicepresidente di Confindustria Veneto Est, che aveva dimostrato preoccupazione per il silenzio attorno alla Zona logistica semplificata per il Polesine e l’area di Venezia. Ed anche Gian Michele Gambato, della Camera di commercio definisce incomprensibili i ritardi.

Marcato spiega che “Non capisco come sia possibile che da mesi e mesi ci continuano a promettere che la firma per la Zls è in arrivo, e invece non si muove nulla. Francamente ci sembra una presa in giro. E mi chiedo anche come sia possibile che i parlamentari veneti, di ogni schieramento, non facciano di più per l’istituzione della Zls, e non chiedano al ministro Fitto di attivarsi. Da settimane si parla solo della Zes del Mezzogiorno, e del miliardo e ottocento milioni di euro necessari per la copertura economica. E per la Zls del Veneto? Basterebbe molto meno, forze qualche centinaio di milioni, 200 o anche meno. Eppure on si muove nulla, un silenzio incomprensibile”.

Da mesi, infatti, per il definitivo via libera della Zls di Polesine e Venezia manca la firma del decreto attuativo e la garanzia della necessaria copertura finanziaria. Lo scorso dicembre dal governo erano giunte promesse per una soluzione entro Natale. Ma a quanto pare è ancora tutto fermo. “Manca la definizione della governance e la copertura economica - rimarca Marcato - e la si sta aspettando da mesi”. Ma il vero nodo è quello della copertura economica per gli sgravi fiscali previsti per i nuovi investimenti sui territori dell’area Zls. “Eppure - insiste Marcato - noi abbiamo tutto pronto da mesi, anzi da qualche anno. Ricordo ancora quando dal ministero ci telefonarono per dirci di fare in fretta a ultimare il piano industriale. E’ pronto da più di un anno, anzi direi da due anni, ma stiamo ancora aspettando la firma. Di questo passo ci vedremo costretti a fare qualcosa di eclatante per attirare l’attenzione del governo su questa mancanza. A cui dovrebbero partecipare tutti i sindaci dei territori interessati e le istituzioni del Veneto, compresi i parlamentari. Sono anche pronto ad andare in ogni provincia veneta, alle prossime elezioni europee, per dire chiaramente chi si è impegnato per il proprio territorio e chi no. Qua non si tratta di favorire gli interessi di questo o quello, ma del territorio. E’ ora di smetterla di parlare della gonna di Mengoni (riferimento alle parole e alla polemica del generale Vannacci), parliamo di cose che attengono alla vita dei nostri cittadini”.

Anche per Gian Michele Gambato, vicepresidente della Camera di commercio di Venezia Rovigo “lo stallo sulla Zls è incomprensibile. Evidentemente per Roma la situazione dello sviluppo nei nostri territori non è la prima priorità l’attivazione della Zls di Venezia e del Polesine non è una priorità. Il vero snodo credo sia la copertura economica perché in questa fase per il governo diventa problematico reperire risorse, anche meno di qualche centinaio di milioni, per finanziare questo tipo di progettualità. Eppure sono fondamentali per lo sviluppo del nostro territorio”. Gambato aggiunge che “io resto un ottimista e sono convinto che la Zls arriverà, preoccupa, però, che arrivi con tempi così rallentati. E credo che prima delle elezioni europee succederà poco o nulla in questo senso”.

E ancora: “E’ comunque importante non lasciar cadere questo argomento nel dimenticatoio, e quindi continuare a sollecitare il governo, a insistere e se ne necessario alzare la voce. E a farlo dobbiamo essere tutti come territorio nel complesso, e quindi istituzioni, categorie economiche e sindaci. perché il problema non è tecnico, se manca qualcosa dal punto di vista amministrativo lo si risolve in fretta. Il problema è politico ed economico”.

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