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TRECENTA

Clamoroso: Laruccia cacciato dalla giunta

Il sindaco Gotti accusa: "Non è stato leale"

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Antonio Laruccia non è più il vicesindaco di Trecenta. A meno di un anno dalle elezioni, il sindaco Anna Gotti formalizza il rimpasto di giunta. E che rimpasto! Fuori “l’uomo forte”, sindaco per 16 anni seguiti a nove passati da “vice”: dopo 25 anni nella stanza dei bottoni del Comune altopolesano, dunque, Antonio Laruccia esce di scena. Almeno per ora.

Sì, perché lui (ci mancherebbe!) preannuncia battaglia. A dar fuoco alle polveri, la volontà (poi, a quanto pare, ritirata) di Laruccia di correre da sindaco della vicina Ceneselli alle elezioni del prossimo 9 giugno. Per Gotti (“ma la scelta è di tutta la maggioranza”, sottolinea lei) la goccia che ha fatto traboccare il vaso di un rapporto già incrinato: “Questione di lealtà”, dice il primo cittadino. Ma andiamo con ordine. Lunedì, il sindaco Anna Gotti ha firmato il decreto di revoca delle deleghe all’assessore e vicesindaco Laruccia, mettendolo, dunque, fuori dalla giunta. Il decreto, ieri, non era ancora stato pubblicato e il diretto interessato spiegava di non aver “ancora avuto modo di leggerlo”. Di fatto, però, la linea è tracciata, tanto che Gotti ha già scelto la composizione del nuovo esecutivo: all’assessore Cristina Lunardi i “gradi” di vice, con Simone Melotti “promosso” dal consiglio alla giunta.

“Trecenta dunque non si spaventi: l’amministrazione andrà avanti per la propria strada, unita e coesa nel perseguimento di quelli che sono gli impegni presi con i cittadini, proponendo anzi una visione più moderna delle cose”, smorza (ma non troppo) la polemica il sindaco. Che poi ricostruisce la vicenda, parlando di “scelta inevitabile, non mia ma di tutta la maggioranza”.

Già negli scorsi mesi - rivela Gotti - “sono emerse discrasie tra il nostro modus operandi e quella del vicesindaco. Da parte mia, ho sempre cercato di fare squadra e di lavorare coinvolgendo tutti, consiglieri e assessori, con la massima trasparenza e lealtà. Probabilmente però, con il passare del tempo, il vicesindaco non si è più ritrovato a proprio agio nella sua posizione, abituato com’era a fare il sindaco, e non ha condiviso, per ragioni personali o caratteriali, certe mie scelte”. Fino all’ipotesi di candidarsi a sindaco della vicina Ceneselli.

“Decisione rispettabile, di cui non lo rimprovero di certo - dice il sindaco Gotti - ma di cui avrebbe dovuto informare la maggioranza, per una questione di rispetto, tanto delle persone quanto del gruppo. Un gesto di questo tipo sarebbe stato doveroso, per una questione di lealtà”. A quel punto - svela ancora il primo cittadino - “all’unanimità gli sono state chieste le dimissioni”. Che non sono arrivate, offrendo il destro a Gotti per la revoca.

“Una sceneggiata polesana”, liquida il tutto Laruccia che annuncia, per le prossime ore, una dura presa di posizione sulla vicenda. “Avevo comunicato il mio progetto su Ceneselli al sindaco Gotti chiedendole la massima riservatezza: lei, invece, lo ha detto ai consiglieri i quali mi hanno chiesto le dimissioni non da vicesindaco, bensì da consigliere. Impensabile. Io, comunque, sono sempre stato leale: non ho mai votato contro a nessun atto di questa amministrazione”. La sensazione è che la guerra sia soltanto agli inizi.

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