VOCE
TRECENTA
14.03.2024 - 09:30
Antonio Laruccia non molla. “Sto valutando il ricorso al Tar, e ulteriori azioni legali”: nel mirino, il decreto con cui il sindaco Anna Gotti gli ha tolto le deleghe da assessore e vicesindaco, mettendolo fuori dalla giunta di Trecenta.
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L’annuncio arriva nel corso di una conferenza stampa convocata in Provincia, in cui Laruccia espone - con metodo, punto dopo punto - la cronaca di dieci mesi di tensioni tra lui e il primo cittadino. “Un sindaco - dice Laruccia senza nascondere un certo rammarico - di una lista che ho interamente costruito io, rinnovando completamente la precedente compagine consiliare con l’eccezione del solo Melotti, che ora si appresta a diventare assessore al mio posto”. Una lista che, a quanto pare, ora gli ha interamente voltato le spalle. Tanto che - racconta Laruccia - “a margine dell’ultimo consiglio comunale, giovedì 7 marzo, mi hanno affrontato, tutti insieme, dicendomi che me ne devo andare: non solo come assessore, ma anche da consigliere comunale. Una situazione artificiale e costruita nei particolari sfruttando un mio periodo d’assenza per motivi di salute”.
Certo, quanto accaduto non è stato altro che il culmine di un rapporto che, in appena dieci mesi di amministrazione, si è logorato completamente. Laruccia, programma elettorale 2023 alla mano, accusa il sindaco di non aver rispettato gli impegni presi e di averlo progressivamente ignorato e messo ai margini dell’attività amministrativa: “Un atteggiamento di distacco dal vicesindaco che ho sopportato senza reazioni”, almeno inizialmente. Perché poi, confessa, “ho valutato l’ipotesi di porre termine alla consiliatura”, lasciando poi “cadere l’interno perché” una simile scelta “non sarebbe stata compresa dai cittadini”. “A quel punto - prosegue nella sua ricostruzione Laruccia - ho deciso di andarmene io: su richiesta di alcuni cittadini di Ceneselli, dove ormai risiedo, ho valutato la condizione di candidarmi sindaco. L’ho detto, in via riservata, ad Anna Gotti la quale, nonostante poi questa ipotesi fosse tramontata, ha ritenuto di ignorare la mia richiesta, informandone la maggioranza”. Il classico “casus belli” che ha portato, poi, al duro confronto del 7 marzo e alla revoca dell’incarico di lunedì.
Una revoca che Laruccia ora impugnerà di fronte al Tar. “Ma io non me ne vado: resto a fare il consigliere comunale, per rispetto dei 233 elettori che mi hanno accordato la propria preferenza”. La battaglia è appena cominciata.
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