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“La scuola è già frammentata ora investire sugli studenti”

Di Bari: “Il decentramento dovrebbe portare i servizi più vicini al cittadino”

“La scuola è già frammentata ora investire sugli studenti”

In sala Gran Guardia si è tenuto un interessante convegno, organizzato da Flc-Cgil Rovigo, riguardo un argomento che dovrebbe essere centrale per la cittadinanza, ovvero la possibilità sempre più vicina che l’istruzione venga regionalizzata.

Questi gli effetti dell’autonomia differenziata che questo governo sta portando avanti con convinzione ma che, invece, potrebbero non soltanto andare a ledere le leggi costituzionali, ma anche il diritto allo studio e la libertà d’insegnamento sull’intero territorio nazionale. E’ ciò che pensano anche i relatori presenti, non convinti di quanto si sta portando avanti.

A introdurre l’evento, Piera D’Aloia, segretaria generale di Flc-Cgil Rovigo: “Dobbiamo sempre più far presente ai cittadini e, soprattutto, ai futuri cittadini ovvero gli studenti di quanto sta accadendo a livello governativo perché si sta parlando di scuola. La domanda che pongo è: l’autonomia differenziata è una attuazione o una decostruzione del testo costituzionale? Io ritengo sia un modo per aggravare le differenze territoriali per un’offerta formativa sempre più legata a esigenze imprenditoriali tra competitività e competizione”. A moderare, Pieralberto Colombo, segretario generale di Cgil Rovigo.

E’ intervenuto anche Michele Di Bari, docente di diritto costituzionale dell’università di Padova: “Partiamo dall’articolo 5 della nostra Costituzione che si apre stabilendo che la Repubblica è una e indivisibile. Il decentramento promulgato da questo articolo non equivale affatto all’autonomia. Per decentramento s’intende l’avere servizi pubblici più prossimali al cittadino. I padri costituenti non pensavano di certo ad una massima autonomia legislativa delle regioni”.

L’intervento è poi virato verso la riforma del 2001 con la quale ci si avvicina di più a competenze tipiche di uno stato federale, in particolar modo con l’articolo 117, ma anche in questo caso si parlava di materie concorrenti. Infine, la riflessione arriva al testo odierno che sembra essere stato scritto con una certa cautela e che sembra, secondo il docente, far trasparire poca fiducia verso chi si deve dare autonomia, con controlli annuali e una durata massima. A ciò si aggiunga che si vuole che questa sia una riforma a costo zero, quando non potrà essere così.

Tanti, dunque, i dubbi emersi dalla esposizione del docente. Lo stesso fanno trasparire anche gli altri interventi di Diego Crivellari, presidente Proteo Fare Sapere Rovigo, Osvaldo Pasello, dirigente scolastico, Samuele Massarenti, rappresentante Udu Rovigo. “La scuola - ha detto Pasello - è già di per sé frammentata per la grande autonomia che le è stata data. Questa riforma rischia solo di allontanare ancora di più le sedi dell’istruzione, perdendo invece quello che deve essere sempre il focus centrale, ovvero gli studenti. E’ su di loro che dobbiamo investire, sullo stare in classe. A questo dovrebbero servire anche i fondi Pnrr che sono da distribuire. Abbiamo bisogno di migliorare la didattica, non di rendere ancora più frammentato il territorio e le sue istituzioni pubbliche”.

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