VOCE
dopo la festa del papà
20.03.2024 - 19:36
A due giorni dalla Festa del papà ritorna in primo piano il tema dei diritti e delle opportunità dei padri e dei congedi parentali.
Congedi di paternità, questi sconosciuti. In Italia si è ancora molto indietro: ai padri spettano soltanto dieci giorni per aiutare la madre all’indomani della nascita di un figlio, quando invece nel resto d’Europa si parla di settimane o, in alcuni casi, di mesi.
Così non si può andare avanti, anche perché si tralascia un momento molto delicato per la vita del figlio ma anche della madre, tra levatacce, gestione e tante altre incombenze che non possono gravare soltanto su chi ha generato.
Il problema è sentito da tutti, anche dai rodigini, soprattutto da chi, con una libera professione, si sente totalmente abbandonato a sé.
Dice in proposito Isaula: “La situazione in Italia è vergognosa. In un momento così difficile come quello del post parto, si è del tutto abbandonate a sé stesse, non c’è modo di poter avere un aiuto perché cosa sono dieci giorni di congedo di paternità? Sono proprio niente. Bisognerebbe invece investire sulla famiglia, bisognerebbe dare ai padri le stesse opportunità che hanno le madri di gestire il nucleo familiare perché occorre darsi una mano. Lo Stato dovrebbe intervenire il prima possibile, siamo sempre il fanalino di coda di ogni cosa”.
Dello stesso parere è Federico che commenta: “Non ci sono abbastanza giorni per i congedi di paternità per quanti sono dipendenti, figuriamoci per persone come me che sono con la libera professione, pertanto bisogna fare i salti mortali per mantenere tutto quanto. È difficile e bisognerebbe gestire meglio questo aspetto. So anche di molti amici, dipendenti, che fanno tanta fatica perché non si riescono nemmeno a godere i primi giorni di vita di un figlio”.
E ancora, a parlare è Michele: “La situazione è palese: siamo messi male. È una delle facce in cui si vede in quali condizioni versa, attualmente, il sostegno alla famiglia, in particolar modo alle giovani famiglie. Bisognerebbe intervenire il prima possibile”.
Enrico conclude: “Sì, è un bel problema. I giorni sono sempre pochi. È vero che la mamma è sempre la mamma, ma anche per il padre sarebbe il caso di fare qualcosa di più”.
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