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“Premierato, deriva pericolosa”

L’ex parlamentare dem fa anche autocritica nel proprio partito parlando di “errori nel progetto Renzi”

“Premierato, deriva pericolosa”

“Il premierato che ha in mente Giorgia Meloni, così pure l’autonomia differenziata portata avanti dalla Lega sono un deriva pericolosa per le nostre istituzioni democratiche”: secca e decisa la bocciatura del progetto di riforme istituzionali preparato dalla ministra Elisabetta Casellati da parte di Diego Zardini, veronese, già deputato dem per due legislature e membro della commissione bicamerale Affari regionali. L’ex parlamentare è intervenuto al terzo e ultimo appuntamento della “Primavera democratica” promosso dal circolo adriese dem.

Subito, Zardini, ha precisato che “non si tratta di una chiusura né ideologica né pregiudiziale: più volte il Pd ha dimostrato di essere disponibile a parlare di riforme istituzionali, siamo ben consapevoli che la nostra Costituzione ha alcune parti un po’ barocche, superate dal cambiamento del tempo e dall’evoluzione della società”. E ancora: “Siamo disponibili a parlare anche di premierato e autonomia differenziata, purché siano salvaguardati due capisaldi che per noi restano intoccabili: l’ossatura democratica della forma dello Stato con pesi e contrappesi, senza svilire la funzione del Parlamento e il ruolo del Presidente della Repubblica, così pure l’unità nazionale sostenuta dallo spirito solidaristico che deve valorizzare le peculiarità dei diversi territori non creare le Regioni dei ricchi e degli sfortunati”. Per poi aggiungere: “Siamo pronti a dare battaglia, anche con il referendum se sarà necessario, perché è gioco l’essenza stessa della nostra vita democratica”.

Con molto coraggio e onestà intellettuale, Zardini ha fatto autocritica anche sul proprio partito, in particolare sulla riforma voluta da Renzi, allora premier e segretario dem, poi bocciata nel referendum del dicembre 2016. “In quella riforma c’erano diverse cose non in linea con la nostra storia, dobbiamo far tesoro di quella esperienza per non ripetere errori simili”. Per poi aggiungere: “Le riforme si fanno insieme, per lo meno coinvolgendo una larga maggioranza, perché sono le regole del gioco valide per tutti”. L’incontro è stato moderato da Franco Modena e sono seguiti diversi interventi prima della conclusioni della segreteria Gessica Ferrari.

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