VOCE
edilizia
31.03.2024 - 05:00
“Un blitz senza precedenti”: questo è ciò che afferma Alessandro Gerotto, nuovo presidente, da qualche mese, di Ance Veneto, in merito all’ennesima modifica della normativa del Superbonus piombata sulle teste di privati cittadini e di imprese dalla sera alla mattina. “Ora c’è da combattere e come Ance lo faremo per cercare di effettuare quegli emendamenti che ci servono per riportare ad uno stato di tranquillità la situazione, di per sé critica. Stiamo vedendo una curva spiacevole nel settore delle imprese edili, similare a quella del 2008. Ecco, noi in quel buco nero del 2008 non vorremmo più finire. Il Governo deve intervenire in tal senso, tenendo anche conto di ciò che ci chiede l’Europa: efficientare case, palazzi ed edifici in ottica sempre più green”.
Sono tanti i pensieri che si rincorrono tra i lavoratori del settore e a sintetizzarli è il presidente Gerotto che aggiunge: “Si sta generando uno stato di confusione oltre che di panico per le imprese che hanno cantieri aperti o che stavano chiudendo contratti. Ora resta che Ance e quanti sono portatori di interesse dovranno lottare per inserire le dovute modifiche. Si sapeva che prima o poi ci sarebbe stata una stretta, ma non pensavamo avvenisse in maniera così brutale, ci siamo rimasti di stucco”.
E ancora: “Ciò che fa più male è il fatto che, in realtà, c’erano anche importanti opportunità, ad esempio per il sociale. Si prevedevano sistemazioni edili per eliminare barriere architettoniche, ma così non si può fare più niente, è una sterzata senza precedenti. Adesso c’è chi ha crediti in pancia e non sa neanche più quando sarà impossibile incassarli. Possiamo definirla l’ennesima sciagura: si parla di un migliaio di ditte, in Veneto, che andranno in difficoltà”.
Inoltre, il Superbonus aveva una opportunità: quella di andare ad attuare ciò che chiede la legge per le case green: “Il percorso deve essere intrapreso prima o poi, è chiaro che il messaggio fatto passare in modo sbagliato è che tutto questo potesse avvenire gratis con il 110%. Di fatto, sono esplosi i costi dei materiali. Con una percentuale del bonus ridotta si poteva già pensare diversamente. In ogni caso, lo Stato deve intervenire perché ci sono delle imposizioni da parte dell’Unione Europea da rispettare e che anche chi è in difficoltà economica si troverà prima o poi ad affrontare. Ecco perché è importante che lo Stato renda esplicita una normativa che non deve essere toccata e che valga per gli anni a venire sino a quando tutto sarà sistemato”.
“Quando è iniziato il Superbonus - conclude Gerotto - si sono palesate circa 700 nuove ditte solo in Veneto che subito dopo hanno chiuso i battenti. Noi non tendiamo a considerare queste come imprese di valore, ma quelle che lavorano da tanti anni e che hanno colto questa opportunità. Il nostro pensiero, in ogni caso, va ad un calo generale che c’è su fatturato e produzione, molto simile alla crisi del 2008. C’è una grande preoccupazione, da parte di tutti, quando con una normativa fatta bene si potrebbe lavorare adeguatamente nell’ottica di avere edifici green, ma la strada sembra ancora molto tortuosa”.
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