Cerca

DEMOGRAFIA

Abitanti, il bonus ha fatto bene

Badia aumenta i residenti anche grazie all’incentivo, Adria studia soluzioni analoghe

Abitanti, il bonus ha fatto bene

La tendenza generale allo spopolamento vede andare felicemente controcorrente Badia Polesine.

Fra l’altro, non si tratta del primo anno con il segno positivo, visto che già fra 2021 e 2022 la popolazione badiese aveva fatto registrare il segno più, da 10.020 a 10.087. Fra 2023 e 2024, un nuovo balzo in avanti, ben più consistente, a 10.209 residenti.

Comprensibilmente gongolante il primo cittadino Giovanni Rossi, che sul fronte dell’attrattività del proprio comune ha effettivamente lavorato negli anni: “Credo - sottolinea - che un piccolo segnale sia stato dato anche con l’iniziativa dei buoni per i nuovi residenti”. Una scommessa che effettivamente, sembra aver pagato. Dal 2020, per tre anni, il Comune ha infatti distribuito 12 “bonus” di mille euro, da spendere esclusivamente negli esercizi commerciali del territorio comunale, caricati su una tessera prepagata. Ma questo non basta a spiegare l’aumento di ben 120 residenti in un anno.

“Effettivamente Amazon ha portato qualcosa anche a noi, anche se meno di quanto si poteva pensare perché con gli affitti brevi la maggior parte delle persone che prendono casa qui lo fanno per poco tempo e non trasferiscono la residenza. Vero è che il tessuto imprenditoriale del nostro comune è particolarmente forte e in salute: abbiamo aziende importanti come Rpm, Zhermack, Abafood, Borsari, che chiaramente producono buona occupazione".

"Abbiamo anche un’importante quota di stranieri, ma tanti dei nuovi residenti non arrivano dall’estero, ma da zone vicine. Perché un altro fattore di attrazione è anche quello di essere uno dei tre principali poli scolastici della provincia, così come la presenza di una rete di uffici e servizi, da quelli sanitari, all’Inps, passando per il centro per l’impiego e lo sportello di Ecoambiente. Poi c’è anche l’importante ripresa della Casa del sorriso, che dopo la flessione durante la pandemia è tornata ad accogliere oltre 150 ospiti. Poi, diciamolo, la nostra cittadina è proprio bella”.

Orgoglio comprensibile, che trova però un risvolto della medaglia: “Effettivamente, la ripresa demografica ha portato con sé un aumento dei prezzi immobiliari e questo ha portato alcune famiglie a spostarsi nei paesi vicini, come Masi o Baruchella, dove i costi sono mediamente inferiori di circa il 20%”.

All’estremo opposto della classifica provinciale sulle variazioni della popolazione c’è Porto Tolle, che nel 2023 ha perso ben 160 residenti, scendendo al di sotto dei 9mila abitanti, da 9.037 a 8.887, dopo che 12 anni fa era “scollinato” sotto i 10mila. “Purtroppo - spiega il sindaco Roberto Pizzoli - negli ultimi anni si è andata allargando la forbice fra nascite e decessi. Il fattore anagrafico è decisamente molto impattante e al di là dei movimenti quello che impatta su questi numeri è proprio l’incremento delle morti. Fra l’altro, gli effetti del Covid qui sono stati particolarmente pesanti. E ora ci siamo stabilizzati su una media di decessi attorno ai 150 all’anno, mentre le nascite sono sulla quarantina".

"Poi, inevitabilmente, ci sono anche gli aspetti legati alle opportunità occupazionali delle zone rurali, che come evidenziato dallo studio del professor Paolo Feltrin, pagano in misura maggiore lo scotto della terziarizzazione spinta. I nostri ragazzi che vanno all’università, e sono tanti, molti fanno anche grossi sacrifici, poi trovano sbocchi occupazionali nelle grandi città”.

Come arginare questa deriva? “Noi - risponde Pizzoli - stiamo scommettendo sul turismo. D’estate facciamo numeri importanti di presenze, dobbiamo cercare di strutturarci ancora di più e favorire le stabilizzazioni. Questa può essere la strada per invertire la tendenza e tornare ad attrarre residenti”. Del resto la prospettiva, nel giro di tre o quattro anni, è di veder completata la trasformazione della centrale di Polesine Camerini in un grande polo turistico, con importanti prospettive occupazionali.

Poco distante, però, c’è un comune che vive dinamiche diverse. Si tratta di Corbola, che nel 2023 ha guadagnato 35 abitanti dopo che già nel 2022 era cresciuto di 18 abitanti. Per il sindaco Michele Domeneghetti “si vede che qui si vive bene".

La ricetta? "Non so se ci sia una vera e propria ricetta, però ci sono tante piccole cose che stiamo cercando di fare per rendere più accogliente Corbola: stiamo investendo sulla socialità, sulle attività pomeridiane, sulla squadra di calcio che ci sta dando grosse soddisfazioni, sulla presentazione di libri e sul pieno supporto, per quanto possiamo, all’asilo parrocchiale. Con i volontari sono state attivate anche lezioni extrascolatiche, poi ci sono le camminate. Insomma, quei servizi alle famiglie che l’Ulss sta definendo nell’ambito delle cosiddette comunità attive. Abbiamo anche un’ottima casa di riposo, che eroga servizi sociosanitari, e molti anziani che si sentono fragili si portano più vicini. Fra l’altro, anche dal punto di vista delle attività stiamo saturando la zona industriale, grazie anche alla posizione sull’asse Venezia-Ravenna. La vicinanza ad Adria e ai suoi ulteriori servizi, così come a Taglio di Po, unita alla maggiore economicità degli immobili, fa poi il resto”.

Se Rovigo sostanzialmente resta stabile, con 10 residenti in più, il secondo comune polesano, invece, perde altri 100 residenti. Adria, infatti, è passata da 18.681 a 18.581. Il sindaco Massimo Barbujani non nasconde la preoccupazione: “Questi dati non sono affatto buoni e infatti stiamo pensando anche a iniziative che possano agevolare l’arrivo di nuovi residenti, come dare dei buoni alle coppie che si prendono la residenza qui. Purtroppo negli anni la nostra città è stata spolpata, ci hanno tolto il Tribunale, l’Agenzia delle Entrate e uffici che erano di riferimento per tutto il territorio bassopolesano. Ci mancava che perdessimo una di quelle strutture che aveva dato un po’ di sprint al territorio come l’autodromo. Abbiamo ancora un polo scolastico con numeri importanti, un centro ben conservato, locali che attirano tanti giovani. E poi abbiamo tanti progetti in cantiere, da quelli del Pnrr a quelli per le riqualificazioni urbane. Ma serve più attenzione da Regione e Stato, per grandi investimenti sulle infrastrutture e, soprattutto, servono gli adriesi: basta polemiche e negatività, è l’ora di tirar fuori l’entusiasmo e l’orgoglio”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400