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A marzo pioggia e umido record, siccità scongiurata

Come riporta Arpav, infatti, in Veneto il mese scorso sono caduti mediamente in Veneto 163 millimetri di precipitazioni, quasi il triplo della piovosità media

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Siccità scongiurata per quest'anno dopo un marzo con pioggia da record. Come riporta Arpav, infatti, in Veneto il mese scorso sono caduti mediamente in Veneto 163 millimetri di precipitazioni, quasi il triplo della piovosità media registrata a marzo nel periodo 1994-2023, pari a 64 millimetri: dal 1994 è stato il terzo marzo più piovoso preceduto dal 2013 con 219 millimetri e dal 2001 con 174 millimetri. Ma nella prima decade del mese si sono verificate piogge sul Veneto tutti i giorni, con quantitativi complessivi medi che rappresentano, per questa decade, il record di piovosità dell'ultimo trentennio.

Pioggia, ma anche caldo. A conferma di come, seppur marzo sia “pazzerello” per definizione, una tendenza all'aumento delle temperature si possa verificare empiricamente anche qui. “Il mese di marzo – rimarca Arpav - è stato mite (+1.3°C) ma nella norma. Solo la seconda decade del mese è stata oltre la norma con +2°C rispetto alla media climatica 1991-2020”. Particolarmente elevata anche l'umidità relativa, “risultando il terzo mese di marzo con il valore medio più elevato dal 1991, dopo il 2018 e il 1991, con un valore del 78% rispetto ad una media del 62%”.

Per capire quanto sia piovuto, i valori più bassi li hanno come di consueto registrato i pluviometri polesani, in particolare alle stazioni di Pellizzare di Bagnolo di Po con 59 millimetri e di San Bellino con 63 millimetri. Nel 2022, l'anno della grande siccità, a marzo in tutto il Veneto erano caduti 13 millimetri di piogge e proprio il Polesine aveva fatto registrare i lavori più alti, al centro Po di Tramontana di Rosolina si erano toccati 27 millimetri e a Frassinelle Polesine 26.

I livelli di riempimento delle falde e di laghi e grandi invasi, le portate dei fiumi e l'abbondante neve caduta sembrano essere tali da far ipotizzare che, anche in caso di prolungata siccità nei prossimi mesi, comunque non si toccheranno i livelli drammatici di due anni fa. Non a caso, proprio in queste ore sta transitando l'onda dell'ultima piena del Po, innescata dai temporali di Pasqua e Pasquetta. Proprio su questo fronte, il Centro funzionale decentrato della Protezione civile della Regione del Veneto ha emesso ieri un nuovo avviso di attenzione, valido fino a mezzogiorno di oggi, per criticità idraulica, allerta gialla, “riferita al transito del colmo di piena lungo le sezioni venete del fiume Po: nel tratto Veneto, a partire dalla sezione di Polesella e la zona del delta, il transito dell’onda di piena determinerà l’allagamento delle aree golenali non difese da argini, con interessamento delle attività, degli insediamenti, delle infrastrutture ivi presenti”.

A livello di bacino idrografico, considerando solo la parte veneta, rispetto alla media 1994-2023, sono state riscontrate ovunque condizioni di elevato surplus pluviometrico. In particolare del +163% sull’Adige, del +104% sul Po e del +78% sul Fissero-Tartaro-Canal-Bianco.

Per quanto riguarda gli ultimi sei mesi, le minime precipitazioni a livello regionale sono state rilevate dalle stazioni di Concadirame con 339 millimetri, San Bellino con 345, Frassinelle Polesine con 346 e Castelnovo Bariano con 350. Sempre tornando all'anno della grande siccità, dal primo ottobre 2021 al 30 settembre 2022, in 12 mesi la stazione di Sant'Apollinare aveva registrato 383 millimetri complessivi, ad Adria la stazione di Bellombra 398 millimetri e quella di Concadirame con 435 millimetri.

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