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Il congresso scatena un putiferio

Ancora caos nel Pd, piovono contestazioni sulle modalità dell’elezione della neosegretaria

Il congresso scatena un putiferio

La campagna elettorale sta infiammando la vita politica di Occhiobello, apparentemente sopita da diversi anni, negli ultimi giorni decisamente tornata al centro del dibattito.

Le prime schermaglie hanno fatto percepire che non sarà campagna elettorale a bassa intensità e ogni occasione è finalizzata, oltre all’analisi dello specifico argomento, all’inserire il tema del dibattito di turno all’interno di una dinamica che, giocoforza, porta dritto alla campagna elettorale stessa.

Il congresso del Partito Democratico locale, celebrato la scorsa settimana è l’ultima, ma non sarà certamente l’ultima in senso assoluto, di queste occasioni.

Sara Roveroni e Renato Bisquoli, in rappresentanza di un gruppo di iscritti e simpatizzanti del Partito democratico, consegnano una riflessione a margine del congresso che mette in discussione presunte irregolarità che avrebbero caratterizzato il congresso stesso e poi, quasi fisiologicamente, va a toccare dinamiche legate alla campagna elettorale in corso, prendendo di mira un paio di candidati che saranno presenti all’interno della lista del sindaco uscente, Sondra Coizzi.

La riflessione del gruppo rappresentato da Roveroni e Bisquoli è tanto chiara quanto accusatoria: “Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da riderne - attaccano i portavoce del gruppo. Si è tenuto lo scorso 25 marzo, alla delegazione di Santa Maria Maddalena, un congresso semiclandestino del circolo Pd locale, al fine di eleggere il nuovo segretario comunale, dopo oltre due anni di vacanza della carica. Il precedente congresso venne annullato dal regionale del partito per diverse irregolarità, grazie ad un ricorso”.

“Convocato d’imperio con 5 giorni di anticipo, con in mezzo il sabato e la domenica e senza alcun coinvolgimento dal segretario provinciale Angelo Zanellato, il congresso si è svolto senza dibattito, nemmeno sul programma dei candidati alla funzione di segretario. Il congresso si è quindi tramutato in un mero ‘votificio’, con chiamate telefoniche da parte del presidente del congresso ad assenti di una sola parte, anche durante le votazioni. Alla fine, con l’apporto di ‘ben’ 21 voti, è stata eletta segretaria Stefania Forlani, sconosciuta ai più, madre di Mollaroli”.

E dopo aver ripassato per bene i vertici del Partito Democratico, Sara Roveroni e Renato Bisquoli spostano l’attenzione, in particolare, su due figure: Mirko Mollaroli e Raffaele Ziosi, rispettivamente consigliere comunale e vicesindaco uscente: “Già, - continua il documento - il bello è che tra questi voti la maggioranza assoluta fa riferimento principalmente a due soli nuclei familiari, quelli dei parenti stretti del consigliere comunale Mirko Mollaroli, 5 membri, e dei parenti stretti del vicesindaco Raffaele Ziosi, 6 componenti. Raffaele Ziosi non ha votato, perché da più anni è pendente alla commissione garanzia provinciale del Partito Democratico di Rovigo, un ricorso fatto decadere, ora ripresentato, da parte di iscritti al Pd che gli contestano il mancato versamento di qualche migliaio di euro dallo stesso dovuti quale finanziamento al partito, in quanto amministratore comunale da quasi 5 anni. Vogliamo infine far notare che la presidenza del congresso è stata composta dallo stesso Mollaroli e dal di lui padre. E’ regolare che il figlio e il marito di una candidata siano alla presidenza di un congresso che la deve eleggere? Per noi non lo è, e presenteremo ricorso per evidenti situazioni di incompatibilità e nullità”.

E poi l’affondo finale: “Ma anche laddove lo svolgimento del congresso fosse ritenuto regolare, noi riteniamo ridicola questa gestione di un partito, indirizzata esclusivamente a condurlo a sostenere la rielezione di Sondra Coizzi a sindaco di Occhiobello. Noi crediamo che gli iscritti del partito e i simpatizzanti del Pd sapranno chi votare alle comunali, senza necessità di queste operazioni. Ma la domanda che viene spontanea è: visto che dichiarano di sapere tutto, dove sono il regionale e il nazionale Pd? Non ritengono di dover intervenire prima che il partito scompaia, ascoltando le molteplici voci di dissenso che da mesi criticano la gestione del Pd in Polesine?”.

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