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La grande iniziativa

In bici sulle strade di Matteotti

La pedalata toccherà i luoghi più significativi della vita del martire polesano. “Figura di valore”

In bici sulle strade di Matteotti

“In bici sulle strade di Giacomo Matteotti”. La manifestazione organizzata da Uisp Rovigo e Fiab Rovigo e in calendario domenica, è stata presentata in sala consiliare a palazzo Celio dal presidente della Provincia di Rovigo Enrico Ferrarese e dalla presidente di Uisp Rovigo Cinzia Sivier, con il referente sport e solidarietà Angelo Maffione.

La kermesse, le cui iscrizioni hanno già superato quota 100, prevede il ritrovo dei pedalatori alle 9 in piazza Matteotti e si snoda lungo un itinerario di 32 chilometri toccando Costa di Rovigo, Fratta Polesine e Villamarzana con rientro finale nel capoluogo: lungo il percorso, che parte e si chiude non a caso davanti al monumento in onore del parlamentare socialista con un passaggio nel paese teatro dell’eccidio dell’autunno 1944, anche una significativa sosta alla casa museo di Fratta Polesine, luogo che diede i natali a Matteotti nel 1885.

L’iniziativa rientra nelle celebrazioni per il centenario dall’assassinio del parlamentare polesano, già sindaco di Villamarzana e consigliere provinciale a Rovigo, sequestrato e ucciso nella primavera del 1924 dalle squadre del regime fascista e vede il patrocinio di Provincia di Rovigo e Cur, oltre che di numerosi Comuni e di altre realtà.

“Si tratta di una manifestazione che si inserisce in un contesto la cui importanza è chiara a tutti - rimarca il presidente Ferrarese - con il centenario che deve portare a nuova consapevolezza, specie nelle giovani generazioni: vista dalla nostra prospettiva provinciale, la figura di Matteotti deve assumere perciò un valore maggiore e questa ricorrenza ci mette in mano la possibilità per poter passare il testimone ai ragazzi quale esempio da tramandare”.

“Matteotti - fa eco Cinzia Sivier - è un eroe dei tempi moderni, una persona che ha scelto la strada dell’impegno a rischio della propria vita, come ben sapeva con l’ultimo discorso alla Camera il 30 maggio 1924 dopo il quale fu rapito. Questo evento ha una valenza storica e tocca i luoghi della sua vita in Polesine, terra da cui è partita la sua parabola politica che lo ha portato a esser conosciuto oggi non solo in Italia ma anche all’estero”.

“Ritrovarsi oggi nella sala in cui sedeva Matteotti nel 1910 - conclude Angelo Maffione - è particolarmente emozionante, quella che ci ha lasciato è un’eredità da statista anche se non ha fatto in tempo a diventarlo. Così come un altro parlamentare socialista del tempo, Giuseppe Di Vagno, anche lui ucciso dai fascisti, ha deciso di abbracciare la causa dei braccianti e degli ultimi anche se veniva da una famiglia agiata e ha saputo andare oltre, dedicando e sacrificando la sua vita per la causa della giustizia”.

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