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Allarme aviaria: guardia altissima

Investiti due milioni contro il virus

Allarme aviaria: guardia altissima s

Due milioni di euro per contrastare l’influenza aviaria spesi in Polesine.

L’unico modo per evitare che i virus che colpiscono gli allevamenti arrivino a colpire, un giorno, anche l’uomo, sono i controlli e la biosicurezza. Di questo tema, ha parlato il dottor Pier Andrea Nicoli, direttore della unità operativa complessa del servizio veterinario di sanità animale dell’azienda Ulss 5 Polesana, invitato la scorsa settimana, dall’associazione Coldiretti di Rovigo a prendere parte ad un incontro rivolto agli allevatori del settore avicolo, per trattare, appunto, il tema della biosicurezza negli allevamenti avicoli.

“E’ importante approfondire un tema molto importante, quale la prevenzione delle malattie infettive, in un clima di confronto e dialogo fra le principali parti coinvolte ovvero allevatori e Servizio Veterinario - ha esordito il direttore della sanità animale dell’Ulss 5 Polesana - Ognuno di noi si ritrova, infatti, a occupare una posizione di prima linea in una guerra permanente soprattutto contro una malattia, l’influenza aviaria, che da qualche decennio sta generando conseguenze devastanti non solo per l’elevato tasso di mortalità degli animali, ma anche per il forte impatto economico che ne deriva (adozione di politiche di eradicazione e restrizioni commerciali)”.

Nel territorio dell’azienda Ulss 5 Polesana sono attualmente presenti 92 allevamenti avicoli a carattere industriale/commerciale, che contano un numero medio di 5.450.000 capi di varie specie e categorie produttive. “L’ondata di influenza aviaria, che nel biennio 2021-2022 ha colpito duramente il Nord Italia, ha coinvolto anche il nostro territorio. In particolare sono stati eradicati 7 focolai che hanno interessato circa 205.000 capi di diverse specie e categorie (tacchini, galline ovaiole, polli da carne). I costi per l’eradicazione della malattia hanno superato i 2 milioni di euro".

"A questo vanno aggiunti gli oneri derivanti dall’incremento dell’attività di sorveglianza sanitaria conseguente alla situazione di emergenza epidemica, come dimostrato dai 40.900 prelievi (tamponi e sangue) eseguiti dal Servizio veterinario di sanità animale nel biennio 2021-2022 - ha continuato Nicoli di fronte ad una platea di allevatori - Il controllo sanitario della malattia ha assunto negli anni un’importanza crescente, in quanto non legato solo a un problema di sanità animale, ma anche di salute pubblica: i virus influenzali che colpiscono gli uccelli, infatti, possono interessare anche altri animali, nonché l’uomo ed esiste la possibilità che da un serbatoio animale possa originare un nuovo virus per il quale la popolazione umana risulti suscettibile”.

“Grazie alla collaborazione con gli uffici regionali competenti per il settore caccia e con le aziende faunistico - venatorie del Delta del Po il Servizio veterinario di sanità animale ha potuto eseguire un’importante azione di sorveglianza sull’avifauna selvatica, controllando ben 1.248 soggetti nel biennio 2022-2023 mediante prelievi virologici. Gli attori principali per il rispetto delle misure di biosicurezza, siamo noi, Servizi veterinari e voi - ha concluso il dr Nicoli rivolgendosi agli allevatori - Noi abbiamo il compito di verificare la corretta applicazione delle norme ma voi avete la responsabilità di gestire correttamente le procedure di biosicurezza in tutte le fasi del ciclo produttivo”.

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